
FILIPPO CENTENARI
Meccaniche della Meraviglia 14
Filippo Centenari nasce a Cremona, 1978. Vive e lavora a Cremona.
La ricerca di Filippo Centenari affonda le sue radici nel campo del multimediale dove pittura, video, meccanica ed elettronica convivono e si intrecciano in progetti di diversa natura, creando un'interazione e sconvolgendo le regole tecniche di ciascun mezzo scelto. Sviluppa un metalinguaggio capace di stravolgere le logiche strutturali degli oggetti ordinari, portandoli ad interagire con lo spettatore; dai media digitali all'analogico. Centenari disegna e progetta la ricerca di una sintesi multimediale, dalla Polaroid alla stampa digitale, dal video all'installazione e all'interazione. Un lavoro che progredisce frammentando e ricostruendo continuamente immagini e mezzi provenienti dalla storia e dagli spazi digitali, frammenti che diventano ora “altri” tesi e connessi in una nuova un'armonia.

GIULIO DE MITRI
Meccaniche della Meraviglia 14
Giulio De Mitri nasce a Taranto nel 1952. Vive e lavora a Taranto.
Leggerezza e assenza; mutazione e presenza; altrove e qui ed ora; intangibilità e trasparenza; corpo e spirito sono i temi al centro dell’indagine di Giulio De Mitri, artista con una quarantennale ricerca riconosciuta internazionalmente, capace di coniugare la ricerca della minima forma alla sperimentazione della luce come elemento onirico e metafisico, in un continuo gioco di solidificazione e smaterializzazione degli oggetti del visibile.
Da Lucio Fontana e Cristian Boltanski, dall’Arte Povera al Minimalismo alla Light Art, l’opera di De Mitri si colloca così in quella direzione intermedia e interdisciplinare capace di ricevere, e far propria, l’eredità della tensione al superamento dell’oggetto-opera che dal secondo dopoguerra ha fortemente caratterizzato l’arte occidentale, accogliendo contaminazioni con l’antropologia e la filosofia.

ARTHUR DUFF
Meccaniche della Meraviglia 14
Arthur Duff nasce a Wiesbaden nel 1973 da genitori americani.
Si sposta spesso, vivendo negli Stati Uniti, Korea, Germania, Giappone e Italia.
Vive e lavora a Vicenza.
È presente come artista visivo nella scena dell’arte contemporanea Italiana da diverso tempo.

ANDREA FRANCOLINO
Meccaniche della Meraviglia 14
Andrea Francolino nasce a Bari, 1979. Vive e lavora a Milano.
Interviene negli ambienti di Spazio Contemporanea con opere di ampio respiro e di forte impatto visuale, ideando un percorso in due tempi, contemplativo ed esperienziale, di profondo coinvolgimento del visitatore.
È la crepa l’elemento centrale dell’indagine dell’artista: in mostra, essa è immagine ricorrente, declinata in molteplici dimensioni e verificata nella sua relazione e intervento su diversi materiali, dalla terra al cemento al vetro.
Testimonianza di un paesaggio disgregato eppur armonico, in un equilibrio delicato e alchemico dove la materia confligge con il tempo e ripensa lo spazio del vissuto, la crepa è intesa da Francolino nella sua funzione positiva e rigenerante, come segno e direzione di una nuova possibilità, di un riscatto dell’uomo e della sua storia che parte dall’interruzione e dalla rottura.

PAOLO IACCHETTI
Meccaniche della Meraviglia 14
Paolo Iacchetti nasce a Milano nel 1953. Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in chimica acquisita nel 1976, l’artista ottiene nel 1983 il Diploma all’Accademia di Brera. Dal 1983 inizia anche la sua carriera artistica che lo porta a esporre soprattutto in Italia, Svizzera e Germania. Ha insegnato alla Scuola Politecnica di Design di Milano e all’Università Cattolica.
L’artista si concentra fin dagli esordi sull’indagine pittorica astratta; riconosce la vicinanza di artisti come Pollock e Newman in relazione ai propri studi sul rapporto tra spazio e distribuzione del colore. Partendo da linea e colore, elementi espressivi primari, sviluppa la sua ricerca attraverso un processo costruttivo di relazioni che risultano fondamentali nella formazione di una immagine capace di attivare ripetutamente la percezione dell’osservatore.
Linee e colori creano queste relazioni, finite e rinnovabili allo sguardo secondo una misura che permette al “bello” di acquisire una nuova forma capace di rispondere a infinite possibilità.

ROB MAZUREK
Meccaniche della Meraviglia 14
Musicista e compositore di fama internazionale, Mazurek pratica le arti visive da molti anni. In entrambi i regni, sonoro e visivo, la sua produzione è prolifica. Per Cosmic Stacks, Mazurek presenta un'opera che rappresenta l'intera gamma della sua pratica artistica: installazione, pittura, scultura, suono.
Per coloro che hanno familiarità con la sua musica, l'atteggiamento, la sensibilità e l'arte nel suo lavoro visivo non sorprenderanno, trasudando la stessa combinazione di chiarezza neo-espressiva e materialità densa, a volte in collisione corrosiva, altre volte in totale armonia. Il gesto è fondamentale: la mano di Mazurek è sempre evidente, sempre impegnata, come il suo suono di tromba, in cui si sente il corpo che modella intimamente la melodia. Le sue opere visive incarnano il respiro e la mano modellando luce, superficie, colore e linea.
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GIOVANNI OBERTI
Meccaniche della Meraviglia 14
Nel lavoro di Giovanni Oberti, il tempo agisce per accumulo, per stratificazione, è memoria, è sedimentazione di affetti, è svelamento. L’artista mostra tale stratificazione, la fa lavorare, significare, la fa propria, agendo anche lui allo stesso modo, caricando di senso ciò che, intorno a lui, gli sembra corrispondere a sé, al suo sentire e pensare. In fondo non fa che raccogliere ciò che chiama a far parte del suo mondo e coprirlo di un velo, a volte reale, altre volte immateriale, ma altrettanto percepibile.
Oberti dà all’oggetto un senso proprio, autonomo, che ritorna cambiato al mittente attraverso l’occhio dell’osservatore. Così, anche l’osservatore, specularmente dall’altra parte del processo di produzione, ha depositato la sua polvere, la sua umidità, il suo velo sull’oggetto.

LUCIA PESCADOR
Meccaniche della Meraviglia 14
Lucia Pescador nasce a Voghera, 1943.
Vive e lavora a Milan.
Nei lavori di Lucia Pescador traspare il fascino e la bellezza che l’artista subisce da temi quali la natura, la storia, la memoria e lo scorrere del tempo, tematiche che diventano il cuore della sua ricerca e la portano a creare grandi installazioni che assumono la valenza di archivio di oggetti e ricordi.
Infatti le opere possiedono insieme carattere universale, in quanto toccano aspetti comuni alla collettività, ed individuale poiché veicolano la memoria più intima dello spettatore che, di fronte ad alcuni specifici soggetti raffigurati, si apre ad un dialogo silenzioso e solitario con essi provando sensazioni profonde radicate nella propria storia personale. Così come la visione delle opere passa continuamente dal singolo elemento al tutto, allo stello modo le emozioni che esse scaturiscono sono intime ed unitarie.

D. MANCINI ZANCHI
Meccaniche della Meraviglia 13
La ricerca artistica di Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1987) si sviluppa secondo diverse modalità di espressione che spaziano dalla pittura alla performance, convergendo in installazioni caratterizzate da dall'ibridazione e dalla messa in discussione dei linguaggi stessi. Basandosi su una continua, e spesso paradossale, destrutturazione e ricostruzione della materia, le opere dell’artista vogliono presentarsi all’osservatore innanzitutto come un connubio di tecnica e riflessione concettuale in equilibrio con un fine estetico.

J. IMADA
Meccaniche della Meraviglia 13
Nasce nel 1971 a Kumamoto in Giappone. Comincia a studiare musica classica all’età di due anni e mezzo e
prosegue fino all’università. Si laurea in Belle arti presso l’università statale di Kumamoto nel 1994.
Consegue il Master in scultura presso la stessa università nel 1996. Insegna alla Scuola Media Superiore
della stessa università dal 1994 al 1996. Riceve numerosi premi al Salone di Tokyo e Kumamoto.
Nel 1997 vince una borsa di studio e si trasferisce a Milano dove attualmente vive e lavora

R. REED & F. WARD
Meccaniche della Meraviglia 13
Il lavoro installativo di Rosie Reed e Finbar Ward, giovani artisti londinesi, è il risultato di una lunga progettazione e realizzazione svolta a Brescia, durante un mese di residenza a Palazzo Monti.
Muscolare, potente, meravigliante: l’opera del duo artistico si impossessa e dialoga puntualmente con gli spazi del Mo.Ca., contaminandoli e lasciandosi contaminare, in una reciprocità visuale e concettuale straordinarie, che evidenzia sia la collisione tra due diverse geografie culturali, britannica e italiana, sia tra diverse età linguistiche, avendo scelto i due giovani artisti di cimentarsi, sostenendolo, in un confronto con temi basilari della nostra cultura nazionale: il classico e la natura, e il rapporto tra questi due.

F. PASQUALI
Meccaniche della Meraviglia 13
Francesca Pasquali ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca si sviluppa a partire dall’osservazione delle forme naturali, delle quali l’artista coglie le trame strutturali e le traduce in complesse ed elaborate opere e installazioni, utilizzando spesso materiali di riuso, plastici e industriali.
Nel 2013 con altri artisti e la curatrice Ilaria Bignotti, ha fondato il movimento di arte e cultura “Resilienza italiana”, con lo scopo di sviluppare il dibattito internazionale sulla scultura di generazioni di artisti contemporanei ed emergenti.
Nel dicembre 2015 nasce il Francesca Pasquali Archive, coordinato da Ilaria Bignotti quale direttore scientifico, con lo scopo di archiviare, conservare, tutelare e promuovere la sua produzione artistica attraverso progetti in corso e in futuro da sviluppare con Enti pubblici e privati, e per diffonderne il linguaggio con innovativi sistemi di comunicazione.

L. RENNA
Meccaniche della Meraviglia 13/12
Nasce a San Pietro in Vernotico (Brindisi) nel 1971. Vive e lavora a Modena.
Nel 2016 è stata selezionata per il III Premio Henraux e nel 2015 per il IV Premio Francesco Fabbri. Nel 2008 ha vinto il premio “Fondazione Arnaldo Pomodoro”.
Tra le sue recenti esposizioni personali: nel 2018: Acrocori/Accrochés, a cura di Alberto Zanchetta, Villa Contemporanea, Monza. Nel 2017: Between Us, a cura di Ilaria Bignotti, Marignana Arte Project Room, Venezia. Nel 2016: Laura Renna, Que reste-t-il, a cura di Ilaria Bignotti, Adiacenze, Bologna.

S. INSELVINI
Meccaniche della Meraviglia 13
Nata a Brescia il 4 ottobre 1987 dove vive e lavora.
Sono ossessionata dal tempo e dalla sua sospensione. Il mio lavoro è metodico, basato sulla ripetizione di gesti precisi, ogni volta diversi a seconda dell'idea su cui sto lavorando. La parte più importante del mio lavoro è il processo stesso, che non è solo una ripetizione meccanica, ma una nuova misura del tempo. Attraverso questa meditazione catartica personale fingo di controllare il tempo e di dimenticare la caducità dell'esistenza. Il senso di assenza che caratterizza la maggior parte dei miei lavori non è oggetto di ricerca, ma solo una condizione mentale dominante.

A. SCACCABAROZZI
Meccaniche della Meraviglia 13
Esponente di una ricerca pittorica analitica e concettuale, Antonio Scaccabarozzi ha sviluppato in oltre quarant’anni di attività un linguaggio coerente, volto ad analizzare i fondamentali del visivo attraverso una indagine fenomenologico- matematica sul colore nello spazio dell’accadimento pittorico, declinandolo in cicli che a partire dagli anni ’80 lo rendono un unicum nel panorama italiano e internazionale. Dopo le prime esperienze di area neo-concreta e programmata degli anni ’60, e le prove analitiche degli anni ’70, l’artista trova piena espressione della sua Weltanschauung in un lavoro concettuale e lirico, dove l’atto del dipingere si traduce ogni volta in un confronto appassionato tra misura, calcolo, progetto, libertà, alea, emozione. Alla fine degli anni ’90, Scaccabarozzi sceglie i fogli di polietilene quali membrane cromatiche fluttuanti nello spazio, sospese dalla parete e dal soffitto grazie al filo di nylon.

H. WEI
Meccaniche della Meraviglia 13
Nato nel 1987 nella provincia di Anhui in Cina, ha studiato all'accademia delle belle arti di Firenze e Milano. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Laguna all'Arsenale di Venezia. Tra le sue mostre figurano "Hate you, Love you, Fuck you" (2020), "Lost into a Nurse's Dream" (2017), "A Matter of Life and Death" (2015) "The Second Anhui Oil Art Exhibition" (2008) seguita da "Zeitgeist" (2012) e "The Second Anhui Oil Art Exhibition" (2008). Attualmente vive e lavora tra l'Italia e la Cina.

R. PANG
Meccaniche Della Meraviglia 12
Nato nel 1990 a Singapore (Singapore) si è laureato nel 2010 all'Accademia di Belle Arti di LASALLE College of the Arts. Ha ricevuto il premio Georgette Chen Arts Scholarship, il Winston Oh Travelogue Award e ha guadagnato un posto come finalista per il Premio Sovereign Asian Art nel 2010 e nel 2011. Il Museo d'Arte di Singapore (SAM) ha esposto le sue opere in occasione della mostra "The Singapore Show : Future Proof ", occasione in cui è stato indicato come uno dei massimi artisti emergenti nella scena d'arte contemporanea di Singapore.
Le opere di Pang giocano con il movimento e la liscezza della superficie. Pang è un artista che non si avvicina alla superfice metallica con una visuale già precisa di come sarà l’opera finale. Attraverso l’uso delle mani e di altri strumenti, stende la pittura e la resina alchilica sull’alluminio. La tecnica con cui stende il colore non serve a costruire un impasto o a dare un senso di tridimensionalità, bensì sono il colore e la rappresentazione a dispiegare le immagini.

G. PICCO
Meccaniche Della Meraviglia 12
Nato a Brescia nel 1974, è laureato in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano. Artista visivo e scrittore, ha esposto disegni, dipinti e sculture in spazi privati e Musei in Italia e all’estero. Ha vinto diversi premi e borse di studio tra i quali il Premio New York con il Ministero degli affari esteri, il Premio Michetti, il Premio Alinovi. Recensioni, articoli, interviste e interventi sono apparsi su importanti riviste di settore e quotidiani nazionali tra i quali Flash Art, Tema Celeste, Flash Art international, Mousse, Segno, Inside Art, Arte Mondadori, Corriere sella sera, La Repubblica.
E’ presente con i suoi lavori in importanti collezioni tra le quali il MoMa, New York, The Robert Lehman Foundation (USA) e la Montblanc collection (Amburgo, Germania).

KARWATH + TODISKO
Meccaniche Della Meraviglia 12
Karwath + Todisko si tratta di una singola persona che crea spazi. L'intenzione è quella di esporre le peculiarità di una stanza con il uso di non materiali come aria, luce e suono, al fine di creare una certa atmosfera. Lo spettatore diventa parte dell'installazione senza accorgersene ed è portato a interagire in modo sottile modo. Karwath + Todisko ha studiato alla Weissensee Kunsthochschule di Berlino, vive e lavora nella zona di Francoforte Reno-Meno.
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J. A. OLARTE
Meccaniche Della Meraviglia 12
Olarte è nato ad Haro, in Spagna nel 1958. Oltre ad avere le sue opere in importanti collezioni spagnole, le sue opere sono anche nelle collezioni in Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Casa reale in Portogallo e Repubblica Ceca Ambasciata della Repubblica a Roma. Le sue opere possono essere viste anche negli uffici municipali di Logrono, Madrid e Rioja. Nel complesso sportivo "Las Norias" a Logrono, in Spagna, i suoi murales possono essere visti dal pubblico. Oltre alla sua pittura, nel 1997 ha vinto il Concorso Internazionale di Scultura a Logrono. Le sue sculture possono essere viste in spazi pubblici a Logono, La Roja e Coruna, in Spagna.

D. MILHAUD
Meccaniche Della Meraviglia 11
(Marsiglia, 4 settembre 1892 – Ginevra, 22 giugno 1974) Compositore francese. Nel 1918 entrò in contatto con Cocteau e Satie ed entrò a far parte del “Gruppo dei Sei”. Nel 1923, durante un soggiorno negli Stati Uniti, scoprì il jazz. Nel 1940, per sfuggire ai nazisti essendo egli di fede ebraica, ritornò negli Stati Uniti, dove insegnò al Mills College di Oakland (ruolo che conserverà fino al 1971). Nel 1947 si stabilì nuovamente a Parigi dove insegnò al conservatorio e dall’anno successivo fu chiamato a dirigere la sezione musicale di Radio France. La sua fede ebraica è testimoniata anche dalla sua ultima opera, “David”, scritta nel 1952. L’artrite reumatoide che gli venne diagnosticata lo portò infine alla paralisi costringendolo ad abbandonare quasi del tutto le sue attività. Il suo stile è influenzato sia da Satie che dai ritmi esotici, specialmente del Brasile, che ebbe modo di conoscere nei suoi viaggi: il tutto si condensa in uno stile ironico e moderno, con un contrappunto notevole e un’armonia forte che sconfina anche nell’atonalità

D. MILHAUD
Meccaniche Della Meraviglia 11
(Parigi, 9 febbraio 1930 – Pietrasanta 5 ottobre 2014)
poeta del sottile umorismo. Nato in Francia nel 1930, compì gli studi negli Stati Uniti dove la sua famiglia si rifugiò durante la guerra, poi in Austria e in Francia dove tornò a risiedere. Nel 1959 fu allievo di Oskar Kokoschka. A partire dagli anni Ottanta fu frequentemente in Italia, a Pietrasanta, per lavorare il marmo. Vi soggiornò più e più volte fino a quando non decise di vivere tra Parigi e Pietrasanta dove aveva acquistato una vecchia segheria di marmo trasformata in splendido loft animato dalle sue sculture. Nella sua espressione artistica Milhaud, figlio del famoso compositore Darius Milhaud, si avvaleva dei piu’ disparati materiali: carta, cartone, poliestere, resina, neon, gesso, filo di ferro. Con “Altamente infiammabile”, nel maggio del 2009, aveva presentato nelle sale del Chiostro di Sant’Agostino, a Pietrasanta, quindici opere della sua più recente stagione creativa. Lasciava l’Italia nei mesi estivi per rifugiarsi nella sua Parigi o in Bretagna e tornava in autunno per ritrovare la città dei pietrasantini.

M. MILHAUD
Meccaniche Della Meraviglia 11
Dal 2002-2005 Frequenta l’ecol des Beaux-Arts di Rouen. Attualmente vive a Parigi. Pittura e disegno sono solo per me l’espressione del mio subconscio. Lascio che i miei feltri e miei colori agiscano da soli. Mi aspetto che le mie opere arrivino da sole a maturazione.
Per la fotografia, il processo è diverso, mi aspetto di trovare argomenti che parlino da soli, io non sono che l’interlocutore che se ne appropria, li blocco ad un certo punto del loro percorso.

A. DEL PONTE
Meccaniche Della Meraviglia 11
(Milano, 1936) vive e lavora tra Milano e Venezia.
Allieva di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1956 e il 1961, da anni conduce una propria originale e solitaria ricerca che unisce il rigore formale alle indagini sugli archetipi, presenti nella stessa problematica scientifica. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni Sessanta, ha indirizzato la propria ricerca sul vuoto, sulla luce e sulla struttura della materia. Dal 1985 per circa un decennio Amalia Del Ponte sviluppa una particolare ricerca sul suono con i Litofoni, “pietre sonore, forme-suono che rimandano oltre il visibile: ricreano le invisibili corrispondenze tra le forme geometriche, le scale musicali e quelle dei colori.” (Eleonora Fiorani) Nel 1986 viene invitata da Arturo Schwarz a partecipare alla Biennale di Venezia intitolata Arte e Alchimia.

O. MOCELLIN / N. PELLEGRINI
Meccaniche Della Meraviglia 11
OTTONELLA MOCELLIN (1966, Milano) e NICOLA PELLEGRINI (Milano, 1962) Artisti visivi, tra il 1984 e il 1993 hanno vissuto a Londra dove hanno studiato Arte Pubblica e Architettura presso la Chelsea School of Art e la Architectural Association. Durante quel periodo hanno fatto parte dell’Arc Group, lavorando su installazioni site specific. Alla fine del soggiorno londinese, rientrati in Italia, hanno continuato a lavorare sia individualmente che a progetti a quattro mani esponendo in musei, centri d’arte, fondazione gallerie (fra cui, recentemente presso la galleria Lia Rumma, a Milano). Tra il 2001 e il 2002 hanno soggiornato un anno a New York rappresentando l’Italia per il PS1 International Studio Program. Attraverso fotografia, video, installazione e performance, la ricerca di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini è incentrata sul tema dell’identità e sul lato emotivo e conflittuale delle relazioni.

L. HUY
Meccaniche Della Meraviglia 11
La Huy è nato nel 1979, a Bien Hoa, nella provincia di Dong Nai, a sud di Ho Chi Minh (Vietnam), La Huy si è laureato nel 2004 alla Ho Chi Minh City University of Fine Arts. Egli attualmente vive e lavora a Ho Chi Minh City.
“Un’immagine di monaco sulla strada che chiede elemosina per avere del cibo. Da questa visione nasce l’ispirazione per la creazione di sculture di cera realizzate con vesti di monaci. Normalmente solo ai monaci dell’ordine buddista è concesso apprendere la tecnica per indossare la veste, ma io ottenni l’eccezionale possibilità di conoscere questo mistero dopo aver esposto la mia idea con delle sculture in una pagoda.” Cinque vesti sacre sono disposte con un lieve spostamento delle braccia del monaco. Le braccia discendono gradualmente arrivando, infine, al riposo. Il percorso termina in una veste bianca, pura, che pare quasi dissolversi nell’aria, qui, infatti, non esiste più una separazione fra tradizione e rituali antichi, la veste rimane vaga e indistinta, immobilizzata nel bianco della cera. La
Luce ardente e tremolante si riempie di profonda comprensione. Il tepore proveniente dall’interno sulla fredda e solida cera suggerisce l’approssimarsi dell’esistenza di un corpo formato d’aria, in continuo movimento.

D. MOSCONI
Meccaniche Della Meraviglia 10
Davide Mosconi (Milano, 1941-2002), sperimentatore instancabile come artista, musicista, fotografo e designer.
«La figura di artista di Mosconi è uno dei non moltissimi esempi del modo giusto di essere artista nella condizione contemporanea, quella che mette in gioco tutto se stesso, che non si limita a un apporto estetico ma rappresenta un modo di essere e di avere a che fare con il mondo» (Elio Grazioli).
Davide Mosconi intraprende una coraggiosa fusione tra arte e vita lungo tutto l’arco della sua biografia, mantenendo lo spirito sincero dell’amateur.

R. BOERO
Meccaniche Della Meraviglia 10
nasce a Genova, trascorre l’infanzia a Torino, poi si trasferisce in Svizzera, dove compie studi umanistici a indirizzo junghiano. Tornata nel capoluogo ligure, conosce Emilio Scanavino. È un incontro importante che la spinge ad iscriversi al Liceo Artistico N. Barabino nel quale, dal 1952, il pittore era titolare della cattedra di disegno e figura. La formazione con Scanavino contribuisce notevolmente all’evoluzione del suo percorso artistico.

SARENCO
Meccaniche Della Meraviglia 10
nasce a Vobarno in provincia di Brescia nel 1945. Nel 1963 inizia ad avvicinarsi alle ricerche poetico visuali; stringendo i primi contatti con gli artisti del fiorentino Gruppo 70, nel quale entrerà ufficialmente l’anno successivo. Il suo contributo al movimento si contraddistingue per il tono graffiante e caustico con cui elabora testi epigrammatici che associa ad immagini di provenienza varia dal mondo della comunicazione a quello dell’arte. servendosi delle tecniche del collage, dell’assemblage o della tela emulsionata ottiene opere di
forte impatto, che utilizza come strumento di lotta politica e culturale. Fin dai primi anni della sua militanza nel mondo artistico svolge un’intensa attività editoriale e organizzativa.
Personaggio senza dubbio eclettico Sarenco si dedica nel corso degli anni anche alla sperimentazione video e sonora; nei suoi lungometraggi riprende l’idea del collage montando, senza un apparente intento narrativo, scene di diversa ambientazione e tematica.

F. GILBERTI
Meccaniche Della Meraviglia 10
Brescia, 1970, è un artista. È un omino esile, con occhi grandi e stralunati, corpo statico e piatto, sguardo sorpreso e interdetto. Il suo luogo ideale è la cucina, dove lavora disegnando giorno e notte sopra un tavolo che veniva usato per fare il salame di maiale. Sposato con Laura, ha due figli Emma e Martino.
Il suo lavoro di artista visivo trova una delle valenze maggiori nel rapporto con il libro ne è prova tangibile la frequente collaborazione con l’Editore Corraini per i cui tipi sono da poco usciti i libri dedicati alla figura di Piero Manzoni, Yves Klein e Jackson Pollock

M. LA ROSA
Meccaniche Della Meraviglia 10
nasce a Brescia nel 1978. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 2005, si diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle
Arti Santagiulia di Brescia nel 2011. A partire dal 2009 espone in numerose mostre collettive in sedi museali ed istituti di cultura. Nel 2012 vince il Premio Arti Visive San Fedele di Milano dopo che nell'anno precedente risulta vincitore del Premio Rigamonti. Nel corso del 2013 e 2014 espone presso il PAV, Parco Arte Vivente di Torino, nel Museo del Territorio Biellese e nella collettiva "Infinito Presente, elogio della relazione" presso il Museo Diocesanto Tridentino di Trento. Recente la collettiva "Reti di resilienza" presso il RISO, Museo arte contemporanea di Palermo. Quattro le mostre personali presso gallerie in Italia ed all'estero, oltre che a breve presso il Museo Paolo VI. Vive e lavora a Brescia.

M. FANCONI
Meccaniche Della Meraviglia 10
vive e lavora a Brescia dove ha esposto in due principali
sedi storico-culturali: la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo Santa Giulia (2009).
Il percorso di Maddalena Fanconi si basa su ricerche di contenuto abbinate a sperimentazioni di materiali e tecniche - da quelle più tradizionali sino alle nuove tecnologie – applicandosi ecletticamente in campi eterogenei, lasciando il suo lavoro ancora aperto ad evoluzioni.

G. AIROLDI
Meccaniche Della Meraviglia 10
nasce a Bergamo nel 1977, si è diplomato al Liceo Artistico
Statale di Bergamo nel 1996 e, nel 2002, si laurea all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. La sua attività artistica è orientata verso la pittura, il collage e la performance, con una particolare attenzione al recupero di immagini preesistenti.

C. GALLUZZO
Meccaniche Della Meraviglia 10
è nato a Milano nel 1987. Conseguito il Diploma di Maturità artistica al L.a.s. “Umberto Boccioni” di Milano, dal 2007 frequenta il Corso di Laurea in architettura ambientale al Politecnico di Milano. Vive e lavora a Milano.

C. SAIJA E G. PRESTI
Meccaniche Della Meraviglia 10
sono due musicisti e sound artist attivi da diversi anni sul territorio. Insieme hanno realizzato diverse installazioni multimediali, approfondendo il concetto di "scultura sonora" e interazione tra
fruitore, suono e ambiente circostante.

N. FORNONI
Meccaniche Della Meraviglia 10
Nato a Brescia nel 1990. Ha conseguito il diploma di pittura presso l’accademia di Belle Arti Santa Giulia. Attualmente frequenta il biennio specialistico in arti visive. Le sue azioni performative mirano a smuovere condizionamenti sociali. Usa il proprio corpo per scoprirne i limiti, cercando di attuarne un superamento.

M. AMEDANI
Meccaniche Della Meraviglia 10
nato a Brescia nel 1984, la sua formazione nasce in contesto scientifico. Da sempre affascinato dalla forma nelle sue rappresentazioni emozionali, si rivolge verso l’architettura, al Politecnico di Milano. Mosso dalla passione verso l’estetica dello spazio approda in Laba, Accademia di Belle Arti di Brescia, per dedicarsi alla scenografia. Già negli anni giovanili si appassiona alla Luce, fonte creatrice della forma stessa. In tutti i suoi lavori installativi, soprattutto in ambito teatrale e legato agli eventi, dedica un’importanza primaria alla sorgente luminosa, creando nuovi modi di interpretare l’illuminazione e allo stesso tempo l’assenza della stessa, arrivando a creare corpi illuminanti di palpabile forza emotiva.

R. DUCHI
Meccaniche Della Meraviglia 10
Nata a Cremona nel 1991, frequenta il Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona. Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia nel 2013, studia e lavora con la pittura, la scultura e la macchina fotografica.

M. BRUGNARA
Meccaniche Della Meraviglia 10
Nata a Bergamo dove vive e lavora, Martina Brugnara si è addentrata nei meandri del nichilismo di cui, dopo averne approfondito l’evoluzione nel pensiero filosofico europeo e nelle arti visive, si è avvicinata al nichilismo attivo di matrice nietschiana. Riflettendo su valori e sistemi di pensiero della cultura occidentale non solo nega significati e funzioni di concetti, pratiche e oggetti, ma cerca di creare lavori atti a contribuire a questa riflessione mediante scelte estetiche e semantiche precise e definite.

N. MAGGIONI
Meccaniche Della Meraviglia 10
Nato a Bergamo dove vive e lavora, Nicolò Maggioni pone alla base della sua ricerca la “rivalutazione dell’errore”. Inserendo errori impercettibili nella trama della storia e nelle pagine dei libri innesca un cambiamento vitale, che origina una situazione di stallo mentale o operativa per i potenziali fruitori dei testi, generando incertezza anche in soggetti che si accostano ad essi con una solida preparazione tecnica. Ponendo in essere una riflessione sul comune rapporto che sia il singolo sia la collettività hanno con il concetto di errore e con la sua tolleranza all'interno del sistema. L’artista ne opera una rivalutazione: da elemento da ratificare, più o meno consapevolmente ignorato o sottovalutato finché non si palesa in modo sostanziale, a evento casuale e involontario da valorizzare. L’errore è entità o evento portatore di senso che, al di là della logica e la prassi che lo negano o ratificano, andrebbe, secondo l’artista, preso sul serio, come foriero di possibilità e punti di vista differenti, tanto per il singolo quanto per la società.

N. A. SADJADI
Meccaniche della Meraviglia 10
è nato a Teheran in Iran nel 1982. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si diploma e si specializza all'Accademia di Belle Arti di Roma in Scultura multimediale. Ha partecipato a varie mostre collettive in Europa, Stati Uniti e Iran e ha tenuto mostre personale a Roma, Istambul, Teheran, Bologna, L'Aquila. Vive e lavora a Roma e Teheran.

L. MIRZAKHANI
Meccaniche della Meraviglia 10
è nata a Teheran in Iran nel 1978. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si specializza in Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma. Vincitrice di due premi per l'incisione, ha partecipato a varie mostre collettive in Italia, Cina, Turchia e Iran e ha tenuto personali a Roma e Teheran.

M. MOKHTARI
Meccaniche della Meraviglia 10
è nato a Esfahan in Iran nel 1980. E' diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma dove ha conseguito anche la Specializzazione. le sue prime personali hanno avuto luogo a Teheran e Bologna e ha partecipato a varie mostre collettive in Italia, Iran, Stati Uniti. Vive e lavora a Roma

N. S. MOGHADDAM
Meccaniche della Meraviglia 10
è nata a a Teheran in Iran nel 1975. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha partecipato a varie mostre collettive in Italia e Iran e una personale a Roma. Vive e lavora a Roma.
I NOSTRI ARTISTI
A. MORANDI
Si diploma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida di Toti Scialoja e di Alberto Boatto. La scelta di Scenografia, ricorda Morandi, gli ha permesso uno studio più articolato e più aderente alla sua idea di arte contemporanea, poiché rappresenta l’elemento che unisce in sé le arti: musica, pittura, teatro, letteratura.
Nel 1986 partecipa alla XI Quadriennale di Roma e presenta per la prima volta i Formichieri Trampolieri. Nel 1994 iniziano a prendere vita le sue prime grandi installazioni con la serie Se solo potessimo cadere e nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma espone Officium, una imponente installazione a parete formata da una moltitudine di oggetti pittorici accompagnati da sei sculture disposte in fila su un basamento. Iniziano così i Gesti Quotidiani come li chiama l’artista, piccoli oggetti riciclati: vecchie cornici, lavagnette, quaderni ritrovati, scatole vuote in legno o in cartone di qualunque forma, supporti che
lui stesso costruisce con materiali sempre rigorosamente recuperati, e che come un collezionista raccoglie, conserva, e rielabora portandoli a “vita nuova”. Nel 2000 vince il Primo Premio exequo al 40° Premio Nazionale d’Arte Suzzara, nel 2007 partecipa alla 52° Biennale di Venezia negli eventi collaterali Joseph Beuys difesa della natura, ed è proprio nel rapporto con Beuys che prende forma il progetto Meccaniche della Meraviglia, in cui Morandi vede un suo contributo all’idea di Plastica sociale tanto cara al maestro tedesco. Dal 1994 al 2016 è stato docente di Pittura e Scenografia nelle Accademie di Belle Arti Cignaroli di Verona, LABA e Santa Giulia di Brescia. Dal 1981 ha tenuto oltre 150 mostre nelle principali città europee, in Asia e negli Stati Uniti.
L. CACCIONI
Meccaniche della Meraviglia 19
Luca Caccioni è nato a Bologna nel 1962. Tra le più significative mostre personali siricordano quelle alla Palazzina dei Giardini di Modena nel 1997, al Musée d’Art Modernedi Saint Etienne nel 2012 e quelle alla Galleria Otto di Bologna ripetute negli anni fino allapiù recente del 2023. E’ stato presente in numerose collettive in Italia e all’estero, tra cui sisegnalano “Nuova Officina Bolognese” alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna nel 1990, il“Premio Michetti” (dove ottiene il Primo Premio) a Francavilla a Mare nel 1994, laQuadriennale di Roma nel 1996 e nel 2004, “Things are Queer” al Marta Museum diHerford e “Percorsi riscoperti dell’arte italiana, VAF- Stifung 1947-2010” al MART di Trentoe Rovereto, entrambe del 2011, “On the matter” alla Galleria Lorenzelli di Milano e alMo.Ca. di Brescia nel 2025. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche,tra cui la Fondazione CARISBO di Bologna, la collezione Unicredit, la Fondazione VAF diFrancoforte, la Permanente di Milano.
L. FORMENTINI
Meccaniche della Meraviglia 19
Nato nel 1968 a Brescia, è musicista e sound artist. La sua ricerca si concentra sulla sperimentazione sonora e sulla creazione di ambienti acustici che esplorano la relazione tra suono, spazio e percezione. Attraverso chitarre trattate, elettronica e registrazioni ambientali, sviluppa opere e performance che mettono in dialogo linguaggi musicali e arti visive, con particolare attenzione alla dimensione evocativa e simbolica dell’ascolto.
Ha presentato il suo lavoro in festival e spazi dedicati all’arte contemporanea, collaborando con artisti e curatori internazionali. Tra i suoi progetti si ricordano la partecipazione alla Biennale di Venezia (2014) con Flos, sviluppato insieme a Stefano Castagna, e Art Spaces vol1, una pubblicazione in tre episodi realizzata all’interno del MoMA e del Guggenheim di New York e della Tate di Londra, che indaga la relazione tra arte contemporanea, spazi espositivi e visitatori.
La sua pratica, in equilibrio tra concerto, installazione e ricerca interdisciplinare, lo conferma come una voce originale nel panorama della sound art e della sperimentazione musicale.
Nata nel 1929 a Timisoara in Romania, da genitori ungheresi, Marion Baruch ha saputo attraversare avanguardie e linguaggi, inventando pratiche artistiche oggi al centro del dibattito contemporaneo, al punto da ascriverla tra le madrine della performance art, tra le protagoniste dalla fiber art e tra le fondatrici dell’arte partecipata. La sua storia biografica si intreccia con la sua ricerca creativa. Fuggita dalla Romania, si rifugia prima a Gerusalemme, dove frequenta la Bezalel Academy of Arts and Design, per poi proseguire gli studi a Roma e infine trasferirsi a Parigi. In tutto questo andirivieni di culture, mutamenti, nomadismo sperimentale, Marion Baruch definisce con chiarezza la cifra linguistica più esatta del suo lavoro: il tessuto scartato dal processo produttivo, il tessuto di risulta, ovvero ciò che resta di un abito.
M. BARUCH
Meccaniche della Meraviglia 19
Nasce a Monaco di Baviera, nel 1957, vive e lavora a Milano e Monaco. Dopo gli studi di filosofia al Leibniz-Kolleg di Tübingen, frequenta a Monaco la scuola di fotografia. Dalla fine degli anni ’80 si dedica al superamento bidimensionale della fotografia, applicando alcune immagini su dei supporti tridimensionali, riattribuendo loro un valore plastico. Dal 2002 nella sua ricerca artistica emergono sconfinamenti verso la pittura, sempre concentrandosi sul colore stesso.
N. MAIER
Meccaniche della Meraviglia 19
Nato il 20 marzo 1956 a Novara, dove vive e lavora.
Dopo una formazione da autodidatta, esordisce nel 1983 con una personale alla galleria Il Mercante di Milano. Inizia il suo percorso espositivo in Germania nel 1995, a Mannheim, in occasione del progetto Plastische Objekte Bilder alla Halskratz Galerie dove incontra Angelo Falzone, proprietario della galleria e primo animatore del gruppo del Concettualismo ironico italiano, a cui Bonomi aderisce.
C. BONOMI
Meccaniche della Meraviglia 19
M. ZAZA
Diplomato in Scultura con Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 1971, è difficile definire i confini della sua arte che è pittura, scultura video e fotografia. Negli anni della formazione accademica, entra in contatto con l’ambiente artistico milanese interessandosi agli sviluppi dell’arte cinetica e minimal. Comincia a utilizzare la fotografia già nel 1970 per registrare le azioni provocatorie messe in atto nel suo paese e la sua prima personale nel 1972 alla Galleria Il Diaframma di Milano. Il suo lavoro però non si limita allo scatto o all’inquadratura: parte dall’idea, alla quale segue spesso un progetto, poi la costruzione di un set e infine l’esecuzione della fotografia. La ricerca di Zaza parte dall’idea che “l’arte non offre possibilità alternative alla condizione umana, ma è al contrario la risultante di questa condizione”. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche, a Basilea, Berlino, Centre Georges Pompidou e Musée d’Art Moderne Parigi, Stoccarda, Téhéran, Zurigo
Meccaniche della Meraviglia 18
M. PELLIZZOLA
Meccaniche della Meraviglia 18
Ha lavorato nello studio bolognese del pittore e cartellonista pubblicitario Sepo (Severo Pozzati), con il quale ha approfondito la propria formazione culturale e tecnica. All’inizio degli anni Ottanta ha iniziato un’intensa attività artistica, che lo ha portato ad esporre in numerose mostre personali e collettive in Italia e in Europa. Il suo lavoro si è caratterizzato per un’intensa attività di ricerca, dapprima in ambito prevalentemente segnico e pittorico, poi sviluppando una particolare attenzione per il disegno, inteso sia come elemento installativo che come forma espressiva autonoma. L’interesse per l’esperienza visiva lo spinge a cercare sempre nuovi soggetti ed ambiti di attenzione, sia attraverso frequenti viaggi sia nell’esplorare la dimensione del quotidiano domestico con lo sguardo attento del viaggiatore.
Meccaniche della Meraviglia 18
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Torino, utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli schermi dipinti. Nel 2021 è entrata a far parte della Collezione Quirinale Contemporaneo. All’inizio degli anni Novanta avvia un’indagine dove la ricerca plastica si coniuga con le sperimentazioni video. I primi lavori denotano una personale rielaborazione dei linguaggi minimalisti e di quelli legati all’arte povera. Gillo Dorfles riconosce che l’opera di Cunéaz sia “messaggera d’una nuova e in buona parte inedita presa di coscienza circa il destino dell’arte visiva ai nostri giorni e forse in quello d’un prossimo futuro”.
G. CUNÉAZ
Era il 2002 quando Gualtiero Jacopo Marchioretto, Rocco D’Emilio, Dionigi Biolatti e Marco Orazi, studenti all’Accademia delle Belle Arti di Torino, decisero di dare vita al collettivo. Padroneggiando varie tecniche di pittura, incisione, fotografia, grafica e scultura e giocando con vari materiali dal gesso alla resina, dalla ceramica all’alluminio, il collettivo crea un ponte tra l’arte antica, neoclassica e rococò e l’arte contemporanea. Attraverso l’ironia irriverente e il nichilismo, stigmatizzano stereotipi e idiosincrasie dei tempi moderni. Hanno all’attivo importanti mostre personali e collettive.
The Bounty KillArt
Meccaniche della Meraviglia 18
Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove tuttora vive e lavora. Esordisce giovanissimo, nel 1976, con una personale presso la Galleria Ferrari di Verona, che segna l’avvio ufficiale del suo percorso artistico, caratterizzato da uno studio ed una riflessione sulla superficie materica nell’ambiente e nello spazio. Ha partecipato alla Biennale di Venezia, a Documenta di Kassel su invito di Germano Celant - dove espone il ciclo di sculture dal titolo "Momenti di pietra" (1980) e l’opera "Cieli" (1982), forme geometriche che richiamano strutture megalitiche -, alla Quadriennale di Roma, alla Prospect di Francoforte. Ha tenuto mostre personali in musei italiani e stranieri ed in numerose gallerie. Sue opere si trovano in varie collezioni pubbliche e private.
A. VIOLETTA
Meccaniche della Meraviglia 18
Bresciano di nascita, si forma professionalmente presso l’Ecole Internationale d’Art Floral con sede a Martigny in Svizzera in ricerca e sculture vegetali, arte in natura e composizioni di piante. La filosofia su cui si basa il suo lavoro è la trasformazione di materiali “poveri”, che acquisiscono nuove forme attraverso tecniche di lavorazione, dove l’elemento vegetale è concepito come una scelta espressiva e alternativa al linguaggio tradizionale. In questi anni ha svolto dimostrazioni e allestimenti di Land Art, pubblicati su riviste nazionali, da “Gardenia” a “Brava Casa”.
F. RACHELI
Meccaniche della Meraviglia 18
Seni Camara (Bignona, Senegal 1945) è un'artista senegalese di etnia Diola, che non ha mai lasciato la propria terra natale, essendoci profondamente legata.
E una delle più importanti scultrici africane contemporanee.
Unica scultrice del suo villaggio, cuoce i suoi lavori nella foresta, in una buca, secondo riti sciamanici ancestrali e misteriosi, ai quali nessuno può assistere.
Il suo lavoro si basa su questo: svelare verità, rivelare la vera natura dell'essere umano, mésso a nudo nel proprio animo. L'uomo, appunto, ha dimenticato da dove viene, sta scappando
"Quando quaranta piccoli mostri si aggrappano a una madre incinta, è perché stiamo tutti fuggendo
da qualcosa!"
S. CAMARA
Meccaniche della Meraviglia 17
Vive e lavora tra Milano e Francoforte. Il suo lavoro trae spunto dalle suggestioni offerte da contesti grigi, marginali e di servizio, spazi dai quali solitamente non ci si aspetta nulla di speciale come periferie, snodi di collegamento stradale, incroci, abitazioni di fortuna, strutture temporanee, costruzioni in cemento e muri scalcinati. La personale riflessione dell’autore sui concetti di nonluogo e fatiscenza mette al centro ciò che usualmente si tende a tenere celato o a osservare con disattenzione. Tra cantiere e rovina, l’originale street art minimale e primitiva di Calaj riconverte il luogo di esposizione alternando alla propria produzione grafico-pittorica interventi installativi appositamente pensati per le sale dello storico palazzo.
R. CALAJ
Meccaniche della Meraviglia 17
Per Davide Dicorato (Milano, 1991) l'inquietudine, la pesantezza e il senso di colpa crescente legato al rapporto tra l'uomo e la natura giacciono dentro ognuno di noi. Negli ultimi anni a questo senso di malessere è stato dato il nome di ecoansia.
L'artista si relaziona a questa "cultura della delusione" con un approccio empirico, ponendosi
nel ruolo di mediatore tra uomo e Natura attraverso associazioni, ricerca di equilibri e armonie. Lo scopo è quello - come nella pratica dello sciamanesimo nata oltre 30.000 anni fa - di far entrare lo spettatore in profondo contatto con la Natura e gli essentanimali, di cure parte. Tramite la sua pratica arfistica, Dicorato ha avuto modo di visitare Zone di ricerca ai margini e nell'ombra, aree dismesse, soggette a cambiamento, dove le rovine sono protagoniste.
D. DICORATO
Meccaniche della Meraviglia 17
La ricerca di Valentina Palazzari (Terni, 1975) approfondisce i concetti di memoria, spazio e tempo per rivelare una realtà transitoria e in continuo mutamento, muovendosi liberamente tra diversi linguaggi. L'artista realizza grandi installazioni concepite per specifici contesti con i quali stabilisce un approccio dialogico a partire da un'indagine sulle proprietà fisiche e le qualità estetiche dei diversi materiali.
Il progetto site specific di Palazzari vuole mostrare tele lavorate pittoricamente con la ruggine, la quale assedia e cresce costantemente sul supporto dopo un lungo processo di trasformazione e di sedimentazione dei materiali diretto e guidato dall'artista stessa.
V. PALAZZARI
Meccaniche della Meraviglia 17
Il lavoro di Davide Rivalta (Bologna, 1974) intende favorire l'incontro tra gli spettatori e gli animali, ritratti nell'unicità dei loro gesti. La sua opera si compone di tre elementi principali: i materiali, gli animali e i luoghi.
La mostra a cielo aperto propone una passeggiata tra le sculture animalier. L'artista bolognese gioca sulla casualità dell'incontro tra esseri umani e animali, evocando un paesaggio lontano e selvaggio, in contrasto con la quotidianità del vissuto. Sarà così richiamato anche il ricordo del Giardino Zoologico, attivo a ridosso dell'area fortificata tra il 1912 e il 1988. L’esposizione sarà un'occasione unica per ammirare sculture inedite, realizzate appositamente per il castello di Brescia.
D. RIVALTA
Meccaniche della Meraviglia 17
Le fotografie di Valentina Vannicola (Roma, 1982) possono essere inserite nel campo della "fotografia messa in scena" (o staged photogtaphy), quell'area della fotografia contemporanea che si presenta come scene reali che sono state create secondo le dinamiche della cinematografia. Le sue immagini fotografiche sono state influenzate dalla tradizione cinematografica, letteraria e teatrale.
I suoi progetti si concentrano sulla trasposizione da un'opera letteraria a una fotografia. Lavorando sul testo, imposta una sorta di tableaux vivant.
I personaggi dei suoi scatti sono attori non professionisti, gli abitanti del luogo.
V. VANNICOLA
Meccaniche della Meraviglia 17
L'opera dell'artista campana nasce da una profonda esigenza esistenziale, una continua ricerca di senso che affonda le sue radici in una formazione colta e anticonvenzionale. Laura Niola, nata ad Aversa nel 1970, si è laureata in scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha respirato l'influenza di grandi maestri come Beuys, Warhol, Abramovic e Paladino. Le sue opere sono state esposte in Italia e all'estero, con presenze stabili al CAM di Casoria e al MACS di Caserta, e sono sempre segnate da una cifra personale fortemente evocativa.
L. NIOLA
Meccaniche della Meraviglia 17
S. COSTANTINI
Nasce in provincia di Mantova, città dove vive e lavora, nel novembre del 1953.
Sin dagli esordi la sua ricerca artistica è rivolta all’indagine sulla pittura e principalmente ai valori luministici del colore. Inizia a esporre in maniera continuativa nei primi anni Ottanta. "La pittura è un viaggio. Conoscere me stessa attraverso l’esperienza del fare. Certo, ho cercato di capire, ho studiato testi antichi e contemporanei ma è l’esperienza, anche attraverso gli errori, che ci forma nel tempo. La pittura è il mezzo attraverso il quale posso scandagliare la materia. Mentre la forma oggi mi porterebbe altrove, il colore è la frequenza con la quale mi interfaccio, il tramite verso l’essenza del sublime".
Meccaniche della Meraviglia 16
M. PELLEGRIN
Meccaniche della Meraviglia 16
(Venezia, 1956) vive e lavora tra New York e Venezia.
Le composizioni artistiche di Pellegrin si basano sull’assemblaggio di oggetti di diversa natura e
origine - come abiti, fili, stoffe, fotografie, ma anche strumenti musicali - che l’artista stesso ha raccolto, organizzato e catalogato durante i suoi viaggi in tutto il mondo. Negli oggetti che compongono le sue opere rimangono vivi i tratti culturali e antropologici ma anche le esperienze e le storie personali di chi li ha creati, condivisi o utilizzati. Il terreno d’indagine artistica di Pellegrin è il concetto di memoria che i suoi lavori veicolano ma anche i collegamenti tra forme, immagini, simboli e numeri che vengono creati dagli osservatori di fronte alla selezione di oggetti presentati.
Il lavoro di Pellegrin è stato oggetto di più di 150 mostre personali e centinaia di mostre collettive
in gallerie e musei internazionali. È autore e soggetto di più di 30 monografie e il suo lavoro è stato pubblicato in più di 500 articoli.
Meccaniche della Meraviglia 16
Angelo Pretolani è nato a Genova nel 1953. A vent'anni, pur non avendo mai assistito ad una performance dal vivo, si inventa la prima, chiamata "Minotauro". Angelo passeggia per la città passando sotto le impalcature dei cantieri.
La metafora è chiarissima: la città sta diventando un labirinto in cui l'individuo vive un forte senso di spaesamento e di isolamento dalle persone.
Per le sue performance, giocando sul suo nome proprio, prendono il titolo di "Apparizioni", brevi interventi in luoghi pubblici che sottolineano la presenza creativa e effimera del performer.
Spesso, accanto alle performance, realizza dei lavori pittorici, oppure fotografici, perlopiù virati sull'azzurro, il colore della spiritualità.
La sua personalità si esprime su un vasto territorio in cui confluiscono poesia, azione, teatro, video e pittura, in un intreccio continuo impossibile da districare.
Dal 2008, Pretolani è protagonista di un’operazione che si rapporta a Facebook.
Sul suo profilo, con una costanza che evoca operazioni di artisti come Roman Opalka e On Kawara, descrive una performance di pochi minuti che lui compie in privato.
Spesso si avvale di alcuni oggetti, fra cui foglie di alloro, chiaro rimando alla dimensione della Poesia.
La performance viene poi accompagnata da un'opera su carta, realizzata con l’inchiostro delle penne a sfera diluito con l’alcool.
L’intera operazione prende il titolo "Sotto il selciato c’è la spiaggia", riferimento a un celebre motto del '68.
A. PRETOLANI
Rimini, 1982. Vive e lavora a Milano.
Dopo aver conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano ha perfezionato il suo percorso di formazione frequentando diverse residenze in Italia e all’estero tra cui: l’Atelier Bevilacqua La Masa (Venezia), VIR-Viafarini in Residence (Milano), Fondazione Spinola Banna per l’Arte (Banna, Torino), Jan van Eyck Academie (Maastricht) e Premio Shanghai alla East China Normal University (Shanghai).
Nelle opere che fanno parte della sua recente ricerca, Roncato sviluppa una riflessione relativa
ai confini della rappresentazione visiva indagando forme, elementi, energie della natura e della contemporaneità; l’idea è quella di condurre la pratica artistica all’interno delle criticità legate al rapporto fra comprensione della realtà e limiti imposti dalla percezione dei sensi. L’opera si modella spontaneamente in maniera ogni volta imprevedibile. L’immaginazione ha un ruolo determinante in questa prassi e in questi metodi di scoperta.
F. RONCATO
Meccaniche della Meraviglia 16
Nasce a Brescia nel 1973. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera.
La sua produzione più recente comprende, oltre alle sculture monumentali, opere grafiche, gioielli e oggetti di design. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Brescia “SantaGiulia”, curando mostre e performance, installazioni site specific e interventi scultorei in spazi pubblici e istituzionali. Collabora con un laboratorio artistico nel reparto di Neuropsichiatria infantile presso Spedali Civili di Brescia.
Vive e lavora tra Brescia e Milano
R. SIRAGUSA
Meccaniche della Meraviglia 16
Giorgio Bertelli nasce a Brescia nel 1957. Frequenta il Liceo Scientifico e in seguito consegue la laurea in Economia Aziendale. Nel 1978 espone la sua prima serie di disegni a matita nella mostra “Il mio Cohèlet”, ospitata dalla Galleria Studio 80 di Brescia e gestita da Aldo Bresiani. Allestisce parecchie personali nella sua città di origine: nel 1983 espone alla Libreria Queriniana; nel 1986 alla Galleria Il Segno Contemporaneo; nel 1988 alla Galleria Dell’Incisione e nel 1994 alla Galleria L’Aura. A partire dai primi anni Ottanta inizia a partecipare a numerose rassegne artistiche in Italia e all’estero e inoltre all’attività di pittore affianca quella di editore, dando vita alle “Edizioni L’Obliquo”, i cui libri verranno presentati in importanti sedi espositive internazionali. Nel 1993, insieme ad altri giovani artisti bresciani tra cui Perrini e Ugo Donati, contribuisce alla realizzazione del progetto “Aura”, che consiste nell’apertura di uno spazio espositivo libero e autogestito, nel quale i giovani artisti possono esporre le proprie opere senza dovere sottostare alle dure leggi del mercato dell’arte. Nel 1994 sperimenta un lavoro inusuale nel campo della pittura, infatti con le due figlie Gemma e Antonia (che hanno rispettivamente nove e undici anni) realizza una serie di opere a quattro e a sei mani, utilizzando collage di fotografie, segni, colori e pastelli a olio.
G. BERTELLI
Meccaniche della Meraviglia 15
Nasce a Belluno nel 1982. Dopo gli studi classici e giuridici, consegue, nel 2016, il diploma in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del prof. Luca Caccioni. Nella sua ricerca artistica cera, carta, legno compongono superfici che, sottoposte ad appropriazione per stratificazione, macerazione, asportazione, inclusione oggettuale, si impressionano, restituendo allo sguardo nuove memorie.
Il frequente uso della cera è legato alla forte capacità mnemonica e protettiva delle sostanza, mentre il ricorso all’acqua evoca il processo di rinascita e di decomposizione. L’attenzione ricade sul concetto di decorso temporale, fautore di accumulo o consunzione, rispetto al quale la cera si fa antidoto contro la cancellazione e disgregazione della materia.
S. INFRANCO
Meccaniche della Meraviglia 15
È nato a El Badari in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e lavora in Italia.
Indicato dal Metropolitan Museum di New York, nel saggio Egyptian Modern Art di Salwa Mikdadi, come uno dei più interessanti artisti del mondo arabo delle ultime generazioni, Medhat Shafik coniuga le suggestioni, i colori e i tratti originari della cultura orientale con i linguaggi artistici delle avanguardie occidentali.
Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, fin dagli inizi
lo caratterizza una sorta di voracità, di entusiasmo di fronte ai linguaggi delle avanguardie storiche del Novecento che sente affini al suo mondo.
Dai primi anni Ottanta partecipa con successo a molte rassegne artistiche nazionali e internazionali e il suo stile approda ad alcuni tratti distintivi: una densa carica espressiva, fisica e materica, che si alterna a una dimensione più meditativa e spirituale, in cui lo spazio dell’opera si dilata e tende alla rarefazione. Poi l’idea di opera d’arte in cui la narrazione del sé, delle proprie memorie, diventa parte del grande cammino dell’umanità. Inoltre il bisogno di integrare la pittura con materiali recuperati dal vissuto, in un collage che diventa metafora delle stratificazioni della storia. Infine, il concetto di Agorà, inteso come luogo di scambio di cose e di idee, all’origine della civiltà e della democrazia. Nell’interminabile ricerca di sé, della propria archeologia personale, attraverso la storia dell’Egitto, Shafik finisce per raccontare la storia di tutta l’umanità, restituendo un messaggio universale di tolleranza e di comprensione reciproca. Questi ingredienti gli valgono il Leone d’Oro alle Nazioni alla Biennale di Venezia del 1995, di cui è protagonista assieme a due connazionali, ed altri importanti riconoscimenti. Maggiori informazioni: www.medhatshafik.com
M. SHAFIK
Meccaniche della Meraviglia 15
Sale Marasino, 1955 - Brescia, 2016. Nel 1977 si è diplomato all’Accademia di Belle Arti
di Venezia con il maestro Edmondo Bacci, partecipando alle attività della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, esponendo in Periferie dello sguardo (1981) e Proiezioni Arte nel Veneto 1970/80 curate da Toni Toniato.
Nei primi anni ‘80 intraprende un rapporto di collaborazione con i critici Claudio Cerritelli
- Libertà d’immagine Rocca di Montefiorino nel 1986, Il domani della pittura al Museo Casabianca di Malo nel 1992 - e Dino Marangon - Sguardi a Nord-Est Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1986, Studio Tommaseo Trieste nel 1991, nel 1992 alla Galleria H+W Lang a Graz e nel 2000/2001 Risonanti Figure alla Galleria Spazia di Bolzano e alla Galleria Multigraphic di Venezia.
Negli anni ‘90 partecipa a L’Aura, spazio autogestito per l’arte contemporanea a Brescia.
Dal 2000 ha collaborato come illustratore con diverse case editrici e come grafico per alcuni studi creativi.
Maggiori informazioni: www.agostinoperrini.it
A. PERRINI
Meccaniche della Meraviglia 15
Vive e lavora a Tavernola Bergamasca (BG). Espone in diverse mostre collettive fra Brescia, Milano e Lecco. Nel giugno 2016 viene selezionata per lavorare all’allestimento e
al disallestimento dell’opera “The Floating Piers” di Christo e Jeanne – Claude. Collabora accanto all’artista svizzero Nic Hess nella realizzazione dell’installazione site specific “La simulataneità del non simultaneo“, all’interno della mostra Capolavori art Collection, From Albert to Warhol to (now), a cura di R. Wiehager, Brescia, Museo Santa Giulia, dall’8 marzo al 30 giugno 2013.
Tra le principali esposizioni si ricordano: LA LUCE FU, a cura di A .Dall’Asta SJ e D. Astrologo Abadal, I. Bignotti, C. Canali, S. Castelli, M. Galbiati, C. Gatti, M. Marchetti, K. M cManus,
G. Salvaterra, Galleria San Fedele, Milano, 27 settembre – 28 ottobre, (Terza classificata Premio Arti Visive San Fedele); Persone che abitano la stessa casa, a cura di M. Galbiati, Galleria Melesi, Lecco, 3 dicembre 2016 – 21 gennaio 2017; MATER DEI, a cura di A. Morandi e R. Coltrini e la consulenza critica di E. Di Raddo, M. Maccarinelli, S. Liuzzi e P. Bolpagni, Fondazione Leonesia, Puegnago del Garda (BS), 14 agosto – 25 settembre 2016.
Maggiori informazioni: www.angelicaconsoli.com
A. CONSOLI
Meccaniche della Meraviglia 15
Nasce a Ceglie Messapica (BR) 1961. Trascorre la sua infanzia in Puglia a Grottaglie
(TA), località nota per le produzione della ceramica artigianale e artistica, frequentando l’ambiente creativo ed intellettuale dell’area pugliese e non solo sin da giovanissimo, grazie a suo padre Osvaldo, artista già noto. Nel 1973 si trasferisce a Milano con la sua famiglia, ove inizia le frequentazioni del fervido ambiente culturale della città, aprendosi all’ambito europeo con viaggi in Francia, Germania, Svizzera. Il 1984 è l’anno nel quale si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. L’inizio degli anni ’80 vedono l’esordio dell’attività artistica come pittore, con partecipazione a esposizioni in ambito nazionale e internazionale e il debutto in mostre personali.
Gli anni ’90 danno principio ad un rapporto più intensificato con le gallerie d’arte private italiane ed europee, affermando la sua partecipazione a esposizioni in spazi pubblici, sancendo altresì il graduale passaggio dalla pittura alla scultura
Dal 2000 intensifica l’attività espositiva con partecipazione a mostre collettive di rilievo ed a mostre personali in gallerie pubbliche e private, ottenendo premi e riconoscimenti, tra i quali il 1° Premio Pittura 2001 dell’Accademia Nazionale di S.Luca a Roma.
V. SPAGNULO
Meccaniche della Meraviglia 15
F. CENTENARI
Filippo Centenari nasce a Cremona, 1978. Vive e lavora a Cremona.La ricerca di Filippo Centenari affonda le sue radici nel campo del multimediale dove pittura, video, meccanica ed elettronica convivono e si intrecciano in progetti di diversa natura, creando un'interazione e sconvolgendo le regole tecniche di ciascun mezzo scelto. Sviluppa un metalinguaggio capace di stravolgere le logiche strutturali degli oggetti ordinari, portandoli ad interagire con lo spettatore; dai media digitali all'analogico. Centenari disegna e progetta la ricerca di una sintesi multimediale, dalla Polaroid alla stampa digitale, dal video all'installazione e all'interazione. Un lavoro che progredisce frammentando e ricostruendo continuamente immagini e mezzi provenienti dalla storia e dagli spazi digitali, frammenti che diventano ora “altri” tesi e connessi in una nuova un'armonia.
Meccaniche della Meraviglia 14
G. DE MITRI
Meccaniche della Meraviglia 14
Giulio De Mitri nasce a Taranto nel 1952. Vive e lavora a Taranto.Leggerezza e assenza; mutazione e presenza; altrove e qui ed ora; intangibilità e trasparenza; corpo e spirito sono i temi al centro dell’indagine di Giulio De Mitri, artista con una quarantennale ricerca riconosciuta internazionalmente, capace di coniugare la ricerca della minima forma alla sperimentazione della luce come elemento onirico e metafisico, in un continuo gioco di solidificazione e smaterializzazione degli oggetti del visibile.Da Lucio Fontana e Cristian Boltanski, dall’Arte Povera al Minimalismo alla Light Art, l’opera di De Mitri si colloca così in quella direzione intermedia e interdisciplinare capace di ricevere, e far propria, l’eredità della tensione al superamento dell’oggetto-opera che dal secondo dopoguerra ha fortemente caratterizzato l’arte occidentale, accogliendo contaminazioni con l’antropologia e la filosofia.
Meccaniche della Meraviglia 14
Arthur Duff nasce a Wiesbaden nel 1973 da genitori americani.Si sposta spesso, vivendo negli Stati Uniti, Korea, Germania, Giappone e Italia.Vive e lavora a Vicenza.È presente come artista visivo nella scena dell’arte contemporanea Italiana da diverso tempo.
A. DUFF
Andrea Francolino nasce a Bari, 1979. Vive e lavora a Milano.Interviene negli ambienti di Spazio Contemporanea con opere di ampio respiro e di forte impatto visuale, ideando un percorso in due tempi, contemplativo ed esperienziale, di profondo coinvolgimento del visitatore.È la crepa l’elemento centrale dell’indagine dell’artista: in mostra, essa è immagine ricorrente, declinata in molteplici dimensioni e verificata nella sua relazione e intervento su diversi materiali, dalla terra al cemento al vetro.Testimonianza di un paesaggio disgregato eppur armonico, in un equilibrio delicato e alchemico dove la materia confligge con il tempo e ripensa lo spazio del vissuto, la crepa è intesa da Francolino nella sua funzione positiva e rigenerante, come segno e direzione di una nuova possibilità, di un riscatto dell’uomo e della sua storia che parte dall’interruzione e dalla rottura.
A. FRANCOLINO
Meccaniche della Meraviglia 14
Paolo Iacchetti nasce a Milano nel 1953. Vive e lavora a Milano.Dopo la laurea in chimica acquisita nel 1976, l’artista ottiene nel 1983 il Diploma all’Accademia di Brera. Dal 1983 inizia anche la sua carriera artistica che lo porta a esporre soprattutto in Italia, Svizzera e Germania. Ha insegnato alla Scuola Politecnica di Design di Milano e all’Università Cattolica.L’artista si concentra fin dagli esordi sull’indagine pittorica astratta; riconosce la vicinanza di artisti come Pollock e Newman in relazione ai propri studi sul rapporto tra spazio e distribuzione del colore. Partendo da linea e colore, elementi espressivi primari, sviluppa la sua ricerca attraverso un processo costruttivo di relazioni che risultano fondamentali nella formazione di una immagine capace di attivare ripetutamente la percezione dell’osservatore.Linee e colori creano queste relazioni, finite e rinnovabili allo sguardo secondo una misura che permette al “bello” di acquisire una nuova forma capace di rispondere a infinite possibilità.
P. IACCHETTI
Meccaniche della Meraviglia 14
Musicista e compositore di fama internazionale, Mazurek pratica le arti visive da molti anni. In entrambi i regni, sonoro e visivo, la sua produzione è prolifica. Per Cosmic Stacks, Mazurek presenta un'opera che rappresenta l'intera gamma della sua pratica artistica: installazione, pittura, scultura, suono.Per coloro che hanno familiarità con la sua musica, l'atteggiamento, la sensibilità e l'arte nel suo lavoro visivo non sorprenderanno, trasudando la stessa combinazione di chiarezza neo-espressiva e materialità densa, a volte in collisione corrosiva, altre volte in totale armonia. Il gesto è fondamentale: la mano di Mazurek è sempre evidente, sempre impegnata, come il suo suono di tromba, in cui si sente il corpo che modella intimamente la melodia. Le sue opere visive incarnano il respiro e la mano modellando luce, superficie, colore e linea.
R. MAZUREK
Meccaniche della Meraviglia 14
Nel lavoro di Giovanni Oberti, il tempo agisce per accumulo, per stratificazione, è memoria, è sedimentazione di affetti, è svelamento. L’artista mostra tale stratificazione, la fa lavorare, significare, la fa propria, agendo anche lui allo stesso modo, caricando di senso ciò che, intorno a lui, gli sembra corrispondere a sé, al suo sentire e pensare. In fondo non fa che raccogliere ciò che chiama a far parte del suo mondo e coprirlo di un velo, a volte reale, altre volte immateriale, ma altrettanto percepibile.Oberti dà all’oggetto un senso proprio, autonomo, che ritorna cambiato al mittente attraverso l’occhio dell’osservatore. Così, anche l’osservatore, specularmente dall’altra parte del processo di produzione, ha depositato la sua polvere, la sua umidità, il suo velo sull’oggetto.
G. OBERTI
Meccaniche della Meraviglia 14
Lucia Pescador nasce a Voghera, 1943.
Vive e lavora a Milan.
Nei lavori di Lucia Pescador traspare il fascino e la bellezza che l’artista subisce da temi quali la natura, la storia, la memoria e lo scorrere del tempo, tematiche che diventano il cuore della sua ricerca e la portano a creare grandi installazioni che assumono la valenza di archivio di oggetti e ricordi.
Infatti le opere possiedono insieme carattere universale, in quanto toccano aspetti comuni alla collettività, ed individuale poiché veicolano la memoria più intima dello spettatore che, di fronte ad alcuni specifici soggetti raffigurati, si apre ad un dialogo silenzioso e solitario con essi provando sensazioni profonde radicate nella propria storia personale. Così come la visione delle opere passa continuamente dal singolo elemento al tutto, allo stello modo le emozioni che esse scaturiscono sono intime ed unitarie.
L. PESCADOR
Meccaniche della Meraviglia 14
La ricerca artistica di Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1987) si sviluppa secondo diverse modalità di espressione che spaziano dalla pittura alla performance, convergendo in installazioni caratterizzate da dall'ibridazione e dalla messa in discussione dei linguaggi stessi. Basandosi su una continua, e spesso paradossale, destrutturazione e ricostruzione della materia, le opere dell’artista vogliono presentarsi all’osservatore innanzitutto come un connubio di tecnica e riflessione concettuale in equilibrio con un fine estetico.
D. MANCINI ZANCHI
Meccaniche della Meraviglia 13
Nasce nel 1971 a Kumamoto in Giappone. Comincia a studiare musica classica all’età di due anni e mezzo eprosegue fino all’università. Si laurea in Belle arti presso l’università statale di Kumamoto nel 1994.Consegue il Master in scultura presso la stessa università nel 1996. Insegna alla Scuola Media Superioredella stessa università dal 1994 al 1996. Riceve numerosi premi al Salone di Tokyo e Kumamoto. Nel 1997 vince una borsa di studio e si trasferisce a Milano dove attualmente vive e lavora.
J. IMADA
Meccaniche della Meraviglia 13
Il lavoro installativo di Rosie Reed e Finbar Ward, giovani artisti londinesi, è il risultato di una lunga progettazione e realizzazione svolta a Brescia, durante un mese di residenza a Palazzo Monti.Muscolare, potente, meravigliante: l’opera del duo artistico si impossessa e dialoga puntualmente con gli spazi del Mo.Ca., contaminandoli e lasciandosi contaminare, in una reciprocità visuale e concettuale straordinarie, che evidenzia sia la collisione tra due diverse geografie culturali, britannica e italiana, sia tra diverse età linguistiche, avendo scelto i due giovani artisti di cimentarsi, sostenendolo, in un confronto con temi basilari della nostra cultura nazionale: il classico e la natura, e il rapporto tra questi due.
R. REED/F. WARD
Meccaniche della Meraviglia 13
Francesca Pasquali ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua ricerca si sviluppa a partire dall’osservazione delle forme naturali, delle quali l’artista coglie le trame strutturali e le traduce in complesse ed elaborate opere e installazioni, utilizzando spesso materiali di riuso, plastici e industriali.Nel 2013 con altri artisti e la curatrice Ilaria Bignotti, ha fondato il movimento di arte e cultura “Resilienza italiana”, con lo scopo di sviluppare il dibattito internazionale sulla scultura di generazioni di artisti contemporanei ed emergenti.Nel dicembre 2015 nasce il Francesca Pasquali Archive, coordinato da Ilaria Bignotti quale direttore scientifico, con lo scopo di archiviare, conservare, tutelare e promuovere la sua produzione artistica attraverso progetti in corso e in futuro da sviluppare con Enti pubblici e privati, e per diffonderne il linguaggio con innovativi sistemi di comunicazione.
F. PASQUALI
Meccaniche della Meraviglia 13
Nasce a San Pietro in Vernotico (Brindisi) nel 1971. Vive e lavora a Modena.Nel 2016 è stata selezionata per il III Premio Henraux e nel 2015 per il IV Premio Francesco Fabbri. Nel 2008 ha vinto il premio “Fondazione Arnaldo Pomodoro”.Tra le sue recenti esposizioni personali: nel 2018: Acrocori/Accrochés, a cura di Alberto Zanchetta, Villa Contemporanea, Monza. Nel 2017: Between Us, a cura di Ilaria Bignotti, Marignana Arte Project Room, Venezia. Nel 2016: Laura Renna, Que reste-t-il, a cura di Ilaria Bignotti, Adiacenze, Bologna.
L. RENNA
Meccaniche della Meraviglia 13
Esponente di una ricerca pittorica analitica e concettuale, Antonio Scaccabarozzi ha sviluppato in oltre quarant’anni di attività un linguaggio coerente, volto ad analizzare i fondamentali del visivo attraverso una indagine fenomenologico- matematica sul colore nello spazio dell’accadimento pittorico, declinandolo in cicli che a partire dagli anni ’80 lo rendono un unicum nel panorama italiano e internazionale. Dopo le prime esperienze di area neo-concreta e programmata degli anni ’60, e le prove analitiche degli anni ’70, l’artista trova piena espressione della sua Weltanschauung in un lavoro concettuale e lirico, dove l’atto del dipingere si traduce ogni volta in un confronto appassionato tra misura, calcolo, progetto, libertà, alea, emozione. Alla fine degli anni ’90, Scaccabarozzi sceglie i fogli di polietilene quali membrane cromatiche fluttuanti nello spazio, sospese dalla parete e dal soffitto grazie al filo di nylon.
A. SCACCIABAROZZI
Meccaniche della Meraviglia 13
Nata a Brescia il 4 ottobre 1987 dove vive e lavora. Sono ossessionata dal tempo e dalla sua sospensione. Il mio lavoro è metodico, basato sulla ripetizione di gesti precisi, ogni volta diversi a seconda dell'idea su cui sto lavorando. La parte più importante del mio lavoro è il processo stesso, che non è solo una ripetizione meccanica, ma una nuova misura del tempo. Attraverso questa meditazione catartica personale fingo di controllare il tempo e di dimenticare la caducità dell'esistenza. Il senso di assenza che caratterizza la maggior parte dei miei lavori non è oggetto di ricerca, ma solo una condizione mentale dominante.
S. INSELVINI
Meccaniche della Meraviglia 13
R. PANG
Nato nel 1990 a Singapore (Singapore) si è laureato nel 2010 all'Accademia di Belle Arti di LASALLE College of the Arts. Ha ricevuto il premio Georgette Chen Arts Scholarship, il Winston Oh Travelogue Award e ha guadagnato un posto come finalista per il Premio Sovereign Asian Art nel 2010 e nel 2011. Il Museo d'Arte di Singapore (SAM) ha esposto le sue opere in occasione della mostra "The Singapore Show : Future Proof ", occasione in cui è stato indicato come uno dei massimi artisti emergenti nella scena d'arte contemporanea di Singapore.Le opere di Pang giocano con il movimento e la liscezza della superficie. Pang è un artista che non si avvicina alla superfice metallica con una visuale già precisa di come sarà l’opera finale. Attraverso l’uso delle mani e di altri strumenti, stende la pittura e la resina alchilica sull’alluminio. La tecnica con cui stende il colore non serve a costruire un impasto o a dare un senso di tridimensionalità, bensì sono il colore e la rappresentazione a dispiegare le immagini.
Meccaniche della Meraviglia 12
Meccaniche della Meraviglia 13
H. WEI
Nato nel 1987 nella provincia di Anhui in Cina, ha studiato all'accademia delle belle arti di Firenze e Milano. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Laguna all'Arsenale di Venezia. Tra le sue mostre figurano "Hate you, Love you, Fuck you" (2020), "Lost into a Nurse's Dream" (2017), "A Matter of Life and Death" (2015) "The Second Anhui Oil Art Exhibition" (2008) seguita da "Zeitgeist" (2012) e "The Second Anhui Oil Art Exhibition" (2008). Attualmente vive e lavora tra l'Italia e la Cina.
G. PICCO
Nato a Brescia nel 1974, è laureato in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano. Artista visivo e scrittore, ha esposto disegni, dipinti e sculture in spazi privati e Musei in Italia e all’estero. Ha vinto diversi premi e borse di studio tra i quali il Premio New York con il Ministero degli affari esteri, il Premio Michetti, il Premio Alinovi. Recensioni, articoli, interviste e interventi sono apparsi su importanti riviste di settore e quotidiani nazionali tra i quali Flash Art, Tema Celeste, Flash Art international, Mousse, Segno, Inside Art, Arte Mondadori, Corriere sella sera, La Repubblica.E’ presente con i suoi lavori in importanti collezioni tra le quali il MoMa, New York, The Robert Lehman Foundation (USA) e la Montblanc collection (Amburgo, Germania).
Meccaniche della Meraviglia 12
Olarte è nato ad Haro, in Spagna nel 1958. Oltre ad avere le sue opere in importanti collezioni spagnole, le sue opere sono anche nelle collezioni in Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Stati Uniti, Casa reale in Portogallo e Repubblica Ceca Ambasciata della Repubblica a Roma. Le sue opere possono essere viste anche negli uffici municipali di Logrono, Madrid e Rioja. Nel complesso sportivo "Las Norias" a Logrono, in Spagna, i suoi murales possono essere visti dal pubblico. Oltre alla sua pittura, nel 1997 ha vinto il Concorso Internazionale di Scultura a Logrono. Le sue sculture possono essere viste in spazi pubblici a Logono, La Roja e Coruna, in Spagna.
J. A. OLARTE
Meccaniche della Meraviglia 12
KARWATH + TODISKO
Karwath + Todisko si tratta di una singola persona che crea spazi. L'intenzione è quella di esporre le peculiarità di una stanza con il uso di non materiali come aria, luce e suono, al fine di creare una certa atmosfera. Lo spettatore diventa parte dell'installazione senza accorgersene ed è portato a interagire in modo sottile modo. Karwath + Todisko ha studiato alla Weissensee Kunsthochschule di Berlino, vive e lavora nella zona di Francoforte Reno-Meno.
Meccaniche della Meraviglia 12
D. MILHAUD
(Marsiglia, 4 settembre 1892 – Ginevra, 22 giugno 1974) Compositore francese. Nel 1918 entrò in contatto con Cocteau e Satie ed entrò a far parte del “Gruppo dei Sei”. Nel 1923, durante un soggiorno negli Stati Uniti, scoprì il jazz. Nel 1940, per sfuggire ai nazisti essendo egli di fede ebraica, ritornò negli Stati Uniti, dove insegnò al Mills College di Oakland (ruolo che conserverà fino al 1971). Nel 1947 si stabilì nuovamente a Parigi dove insegnò al conservatorio e dall’anno successivo fu chiamato a dirigere la sezione musicale di Radio France. La sua fede ebraica è testimoniata anche dalla sua ultima opera, “David”, scritta nel 1952. L’artrite reumatoide che gli venne diagnosticata lo portò infine alla paralisi costringendolo ad abbandonare quasi del tutto le sue attività. Il suo stile è influenzato sia da Satie che dai ritmi esotici, specialmente del Brasile, che ebbe modo di conoscere nei suoi viaggi: il tutto si condensa in uno stile ironico e moderno, con un contrappunto notevole e un’armonia forte che sconfina anche nell’atonalità
Meccaniche della Meraviglia 11
D. MILHAUD
Meccaniche della Meraviglia 11
(Parigi, 9 febbraio 1930 – Pietrasanta 5 ottobre 2014) Poeta del sottile umorismo. Nato in Francia nel 1930, compì gli studi negli Stati Uniti dove la sua famiglia si rifugiò durante la guerra, poi in Austria e in Francia dove tornò a risiedere. Nel 1959 fu allievo di Oskar Kokoschka. A partire dagli anni Ottanta fu frequentemente in Italia, a Pietrasanta, per lavorare il marmo. Vi soggiornò più e più volte fino a quando non decise di vivere tra Parigi e Pietrasanta dove aveva acquistato una vecchia segheria di marmo trasformata in splendido loft animato dalle sue sculture. Nella sua espressione artistica Milhaud, figlio del famoso compositore Darius Milhaud, si avvaleva dei piu’ disparati materiali: carta, cartone, poliestere, resina, neon, gesso, filo di ferro. Con “Altamente infiammabile”, nel maggio del 2009, aveva presentato nelle sale del Chiostro di Sant’Agostino, a Pietrasanta, quindici opere della sua più recente stagione creativa. Lasciava l’Italia nei mesi estivi per rifugiarsi nella sua Parigi o in Bretagna e tornava in autunno per ritrovare la città dei pietrasantini.
M. MILHAUD
Meccaniche della Meraviglia 11
A. DEL PONTE
Meccaniche della Meraviglia 11
Dal 2002-2005 Frequenta l’ecol des Beaux-Arts di Rouen. Attualmente vive a Parigi. Pittura e disegno sono solo per me l’espressione del mio subconscio. Lascio che i miei feltri e miei colori agiscano da soli. Mi aspetto che le mie opere arrivino da sole a maturazione.Per la fotografia, il processo è diverso, mi aspetto di trovare argomenti che parlino da soli, io non sono che l’interlocutore che se ne appropria, li blocco ad un certo punto del loro percorso.
(Milano, 1936) vive e lavora tra Milano e Venezia.Allieva di Marino Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1956 e il 1961, da anni conduce una propria originale e solitaria ricerca che unisce il rigore formale alle indagini sugli archetipi, presenti nella stessa problematica scientifica. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni Sessanta, ha indirizzato la propria ricerca sul vuoto, sulla luce e sulla struttura della materia. Dal 1985 per circa un decennio Amalia Del Ponte sviluppa una particolare ricerca sul suono con i Litofoni, “pietre sonore, forme-suono che rimandano oltre il visibile: ricreano le invisibili corrispondenze tra le forme geometriche, le scale musicali e quelle dei colori.” (Eleonora Fiorani) Nel 1986 viene invitata da Arturo Schwarz a partecipare alla Biennale di Venezia intitolata Arte e Alchimia.
O. MOCELLIN / N. PELLEGRINI
Meccaniche della Meraviglia 11
OTTONELLA MOCELLIN (1966, Milano) e NICOLA PELLEGRINI (Milano, 1962) Artisti visivi, tra il 1984 e il 1993 hanno vissuto a Londra dove hanno studiato Arte Pubblica e Architettura presso la Chelsea School of Art e la Architectural Association. Durante quel periodo hanno fatto parte dell’Arc Group, lavorando su installazioni site specific. Alla fine del soggiorno londinese, rientrati in Italia, hanno continuato a lavorare sia individualmente che a progetti a quattro mani esponendo in musei, centri d’arte, fondazione gallerie (fra cui, recentemente presso la galleria Lia Rumma, a Milano). Tra il 2001 e il 2002 hanno soggiornato un anno a New York rappresentando l’Italia per il PS1 International Studio Program. Attraverso fotografia, video, installazione e performance, la ricerca di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini è incentrata sul tema dell’identità e sul lato emotivo e conflittuale delle relazioni.
L. HUY
Meccaniche della Meraviglia 11
La Huy è nato nel 1979, a Bien Hoa, nella provincia di Dong Nai, a sud di Ho Chi Minh (Vietnam), La Huy si è laureato nel 2004 alla Ho Chi Minh City University of Fine Arts. Egli attualmente vive e lavora a Ho Chi Minh City.“Un’immagine di monaco sulla strada che chiede elemosina per avere del cibo. Da questa visione nasce l’ispirazione per la creazione di sculture di cera realizzate con vesti di monaci. Normalmente solo ai monaci dell’ordine buddista è concesso apprendere la tecnica per indossare la veste, ma io ottenni l’eccezionale possibilità di conoscere questo mistero dopo aver esposto la mia idea con delle sculture in una pagoda.” Cinque vesti sacre sono disposte con un lieve spostamento delle braccia del monaco. Le braccia discendono gradualmente arrivando, infine, al riposo. Il percorso termina in una veste bianca, pura, che pare quasi dissolversi nell’aria, qui, infatti, non esiste più una separazione fra tradizione e rituali antichi, la veste rimane vaga e indistinta, immobilizzata nel bianco della cera. LaLuce ardente e tremolante si riempie di profonda comprensione. Il tepore proveniente dall’interno sulla fredda e solida cera suggerisce l’approssimarsi dell’esistenza di un corpo formato d’aria, in continuo movimento.
D. MOSCONI
Meccaniche della Meraviglia 10
Davide Mosconi (Milano, 1941-2002), sperimentatore instancabile come artista, musicista, fotografo e designer.«La figura di artista di Mosconi è uno dei non moltissimi esempi del modo giusto di essere artista nella condizione contemporanea, quella che mette in gioco tutto se stesso, che non si limita a un apporto estetico ma rappresenta un modo di essere e di avere a che fare con il mondo» (Elio Grazioli).Davide Mosconi intraprende una coraggiosa fusione tra arte e vita lungo tutto l’arco della sua biografia, mantenendo lo spirito sincero dell’amateur.
R. BOERO
Meccaniche della Meraviglia 10
Nasce a Genova, trascorre l’infanzia a Torino, poi si trasferisce in Svizzera, dove compie studi umanistici a indirizzo junghiano. Tornata nel capoluogo ligure, conosce Emilio Scanavino. È un incontro importante che la spinge ad iscriversi al Liceo Artistico N. Barabino nel quale, dal 1952, il pittore era titolare della cattedra di disegno e figura. La formazione con Scanavino contribuisce notevolmente all’evoluzione del suo percorso artistico.
SARENCO
Meccaniche della Meraviglia 10
Nasce a Vobarno in provincia di Brescia nel 1945. Nel 1963 inizia ad avvicinarsi alle ricerche poetico visuali; stringendo i primi contatti con gli artisti del fiorentino Gruppo 70, nel quale entrerà ufficialmente l’anno successivo. Il suo contributo al movimento si contraddistingue per il tono graffiante e caustico con cui elabora testi epigrammatici che associa ad immagini di provenienza varia dal mondo della comunicazione a quello dell’arte. servendosi delle tecniche del collage, dell’assemblage o della tela emulsionata ottiene opere di forte impatto, che utilizza come strumento di lotta politica e culturale. Fin dai primi anni della sua militanza nel mondo artistico svolge un’intensa attività editoriale e organizzativa.
Personaggio senza dubbio eclettico Sarenco si dedica nel corso degli anni anche alla sperimentazione video e sonora; nei suoi lungometraggi riprende l’idea del collage montando, senza un apparente intento narrativo, scene di diversa ambientazione e tematica.
F. GILBERTI
Meccaniche della Meraviglia 10
Brescia, 1970, è un artista. È un omino esile, con occhi grandi e stralunati, corpo statico e piatto, sguardo sorpreso e interdetto. Il suo luogo ideale è la cucina, dove lavora disegnando giorno e notte sopra un tavolo che veniva usato per fare il salame di maiale. Sposato con Laura, ha due figli Emma e Martino.Il suo lavoro di artista visivo trova una delle valenze maggiori nel rapporto con il libro ne è prova tangibile la frequente collaborazione con l’Editore Corraini per i cui tipi sono da poco usciti i libri dedicati alla figura di Piero Manzoni, Yves Klein e Jackson Pollock
M. LA ROSA
Meccaniche della Meraviglia 10
Nasce a Brescia nel 1978. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza nel 2005, si diploma in Arti Visive presso l’Accademia di BelleArti Santagiulia di Brescia nel 2011. A partire dal 2009 espone in numerose mostre collettive in sedi museali ed istituti di cultura. Nel 2012 vince il Premio Arti Visive San Fedele di Milano dopo che nell'anno precedente risulta vincitore del Premio Rigamonti. Nel corso del 2013 e 2014 espone presso il PAV, Parco Arte Vivente di Torino, nel Museo del Territorio Biellese e nella collettiva "Infinito Presente, elogio della relazione" presso il Museo Diocesanto Tridentino di Trento. Recente la collettiva "Reti di resilienza" presso il RISO, Museo arte contemporanea di Palermo. Quattro le mostre personali presso gallerie in Italia ed all'estero, oltre che a breve presso il Museo Paolo VI. Vive e lavora a Brescia.
M. FANCONI
Meccaniche della Meraviglia 10
Vive e lavora a Brescia dove ha esposto in due principali
sedi storico-culturali: la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo Santa Giulia (2009).
Il percorso di Maddalena Fanconi si basa su ricerche di contenuto abbinate a sperimentazioni di materiali e tecniche - da quelle più tradizionali sino alle nuove tecnologie – applicandosi ecletticamente in campi eterogenei, lasciando il suo lavoro ancora aperto ad evoluzioni.
G. AIROLDI
Meccaniche della Meraviglia 10
C. GALLUZZO
Meccaniche della Meraviglia 10
Nasce a Bergamo nel 1977, si è diplomato al Liceo ArtisticoStatale di Bergamo nel 1996 e, nel 2002, si laurea all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. La sua attività artistica è orientata verso la pittura, il collage e la performance, con una particolare attenzione al recupero di immagini preesistenti.
Nato a Milano nel 1987. Conseguito il Diploma di Maturità artistica al L.a.s. “Umberto Boccioni” di Milano, dal 2007 frequenta il Corso di Laurea in architettura ambientale al Politecnico di Milano. Vive e lavora a Milano.
C. SAIJA E G. PRESTI
Meccaniche della Meraviglia 10
N. FORNONI
Meccaniche della Meraviglia 10
M. AMEDANI
Meccaniche della Meraviglia 10
R. DUCHI
Meccaniche della Meraviglia 10
Sono due musicisti e sound artist attivi da diversi anni sul territorio. Insieme hanno realizzato diverse installazioni multimediali, approfondendo il concetto di "scultura sonora" e interazione trafruitore, suono e ambiente circostante.
Nato a Brescia nel 1990. Ha conseguito il diploma di pittura presso l’accademia di Belle Arti Santa Giulia. Attualmente frequenta il biennio specialistico in arti visive. Le sue azioni performative mirano a smuovere condizionamenti sociali. Usa il proprio corpo per scoprirne i limiti, cercando di attuarne un superamento.
Nato a Brescia nel 1984, la sua formazione nasce in contesto scientifico. Da sempre affascinato dalla forma nelle sue rappresentazioni emozionali, si rivolge verso l’architettura, al Politecnico di Milano. Mosso dalla passione verso l’estetica dello spazio approda in Laba, Accademia di Belle Arti di Brescia, per dedicarsi alla scenografia. Già negli anni giovanili si appassiona alla Luce, fonte creatrice della forma stessa. In tutti i suoi lavori installativi, soprattutto in ambito teatrale e legato agli eventi, dedica un’importanza primaria alla sorgente luminosa, creando nuovi modi di interpretare l’illuminazione e allo stesso tempo l’assenza della stessa, arrivando a creare corpi illuminanti di palpabile forza emotiva.
Nata a Cremona nel 1991, frequenta il Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona. Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia nel 2013, studia e lavora con la pittura, la scultura e la macchina fotografica.
M. BRUGNARA
Meccaniche della Meraviglia 10
Nata a Bergamo dove vive e lavora, Martina Brugnara si è addentrata nei meandri del nichilismo di cui, dopo averne approfondito l’evoluzione nel pensiero filosofico europeo e nelle arti visive, si è avvicinata al nichilismo attivo di matrice nietschiana. Riflettendo su valori e sistemi di pensiero della cultura occidentale non solo nega significati e funzioni di concetti, pratiche e oggetti, ma cerca di creare lavori atti a contribuire a questa riflessione mediante scelte estetiche e semantiche precise e definite.
N. MAGGIONI
Meccaniche della Meraviglia 10
Nato a Bergamo dove vive e lavora, Nicolò Maggioni pone alla base della sua ricerca la “rivalutazione dell’errore”. Inserendo errori impercettibili nella trama della storia e nelle pagine dei libri innesca un cambiamento vitale, che origina una situazione di stallo mentale o operativa per i potenziali fruitori dei testi, generando incertezza anche in soggetti che si accostano ad essi con una solida preparazione tecnica. Ponendo in essere una riflessione sul comune rapporto che sia il singolo sia la collettività hanno con il concetto di errore e con la sua tolleranza all'interno del sistema. L’artista ne opera una rivalutazione: da elemento da ratificare, più o meno consapevolmente ignorato o sottovalutato finché non si palesa in modo sostanziale, a evento casuale e involontario da valorizzare. L’errore è entità o evento portatore di senso che, al di là della logica e la prassi che lo negano o ratificano, andrebbe, secondo l’artista, preso sul serio, come foriero di possibilità e punti di vista differenti, tanto per il singolo quanto per la società.
N. A. SADJADI
Meccaniche della Meraviglia 10
L. MIRZAKHANI
Meccaniche della Meraviglia 10
è nata a Teheran in Iran nel 1978. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si specializza in Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma. Vincitrice di due premi per l'incisione, ha partecipato a varie mostre collettive in Italia, Cina, Turchia e Iran e ha tenuto personali a Roma e Teheran.
è nato a Teheran in Iran nel 1982. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si diploma e si specializza all'Accademia di Belle Arti di Roma in Scultura multimediale. Ha partecipato a varie mostre collettive in Europa, Stati Uniti e Iran e ha tenuto mostre personale a Roma, Istambul, Teheran, Bologna, L'Aquila. Vive e lavora a Roma e Teheran.
M. MOKHTARI
Meccaniche della Meraviglia 10
N. S. MOGHADDAM
Meccaniche della Meraviglia 10
è nato a Esfahan in Iran nel 1980. E' diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma dove ha conseguito anche la Specializzazione. le sue prime personali hanno avuto luogo a Teheran e Bologna e ha partecipato a varie mostre collettive in Italia, Iran, Stati Uniti. Vive e lavora a Roma
è nata a a Teheran in Iran nel 1975. Dopo la laurea conseguita presso l'Università dell'Arte di Teheran si trasferisce in Italia dove si diploma all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha partecipato a varie mostre collettive in Italia e Iran e una personale a Roma. Vive e lavora a Roma.
C. BORGHI
Meccaniche della Meraviglia 9
Nato a Barlassina nel 1954, Borghi è uno degli esponenti più significativi della giovane generazione in scultura, come testimoniano per il passato i testi dedicatigli da colleghi illustri, da Alberto Ghinzani a Floriano Bodini a Francesco Somaini.La sua prima esposizione pubblica è del 1978 alla galleria delle Ore di Giovanni Fumagalli e Giuliana Pacini, in concomitanza della Biennale di Scultura del comune di Arese, per l'occasione alla Villa Medici-Burba di RHO, insieme ad altri cinque giovani scultori, nella rappresentativa dell'Accademia di Brera, invitata per quella edizione della mostra. Da allora ha tenuto regolarmente mostre personali e collettive in prestigiosi spazi di tutt’Italia come dimostrano le recenti esposizioni a Lissone, Alessandria, al Castello di Pavia e presso la galleria , Spaziotemporaneo a Milano.
D. BELLINI
Meccaniche della Meraviglia 9
Nato a Salò nel 1960, si diploma all’accademia di belle arti di Brera nel 1998. Per oltre 10 anni lavora nell’ambito delle produzioni televisive realizzando servizi di cronaca e trasmissioni sportive. È artista e autore di Prescrivere la realtà secondo forma (1992-93), allestimento dedicato al quartiere di San Polo a Brescia; Adriano Olivetti 1901-1960 biografia in parti (1994-2002); Guerra/Materia (1996-2001), è un lungo ciclo di mostre documentari, opere, pubblicazioni dedicate alla vicenda di guerra del gruppo futurista; Gaetano Bresci biografia-installazione (1997-2003), Crudeltà inaudite 2007, realizzato presso il MART di Rovereto, performance e presentazione ufficiale, con l’impiego di 10 intonarumori di Luigi Russolo; Qui, forse! note sulla città (2006-09), lunga serie di interviste con artisti, architetti, studiosi e teorici della città. Alcuni testi sono stati pubblicati sulle riviste Riga (ed. Marcos y Marcos) e Ipso Facto; dal 2003 al 2005, ha curato una rubrica quindicinale di critica d’arte per Il Riformista dal titolo Qui, forse!. È anche autore di numerosi documentari storici. Nel 2004 ha dato vita con altri al gruppo Warburghiana che opera attraverso il concerto sinottico forma di spettacolo/opera andato in scena in musei e gallerie.
R. FORMENTI
Meccaniche della Meraviglia 9
diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel ‘89, vive, lavora e parte da Brescia. Nel ’93 nasce la prima la “Torre informatica”, con materiali da imballaggio, esposta nel ‘97 in “ TRASH: quando i rifiuti diventano arte” al MART di Trento. Lavora sulla comunicazione ridotta a rumore visivo assemblando immagini e parole dall’informazione pubblicitaria. L’attitudine con cui lavora è legata al concetto di DERIVA. Navigare nella realtà come si fosse all’interno di un cervello elettronico con molle scattanti in libertà: costante nel suo lavoro è infatti il riferimento al web, da cui attinge le terminologie e ne fa parodie cartacee, ridisegnando con ironia l’aspetto più fragile e umano nelle sue invasive installazioni.
P. FONTICOLI
Meccaniche della Meraviglia 9
Nel 1984 si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Milano; l’anno seguente la Nuova Prearo Editore pubblica la sua tesi di Storia dell’Arte dal titolo “Achille Bonito Oliva - La critica d’arte come arte della critica”. Dell’85 è la prima mostra personale: Gall. Grazia Terribile, cui seguono: Rio de Janeiro '87 Gall. Saramenha; Verona '87 Gall. Fuxia Art; Milano '89/'91 Gall. Gariboldi; Kyoto '91 Sawai Keiko Gallery; Parigi '92 Gall. Janos; Mantova '92/'96 Gall. Corraini; Venezia '99 Gall. A+A; Alessandria 2003 Il Triangolo Nero; Ascoli Piceno 2004 L’Idioma - Centro d’Arte; Bonn 2010 Kunstvilla; 2011 Kőln Galerie der Editionale. Dal 1985 partecipa a numerose mostre collettive, in Italia e all’estero. Fonticoli, se interrogata, parla della superficie come “soglia”, punto di congiunzione tra due mondi, luogo dinamico che lo sguardo attraversa per trovarsi sospeso in uno spazio che si racconta così come fa un paesaggio sconosciuto. L'occhio torna vergine perché non sadare un nome a ciò che scorge.
F. NITTOLO
Meccaniche della Meraviglia 9
Irpino di nascita Ravennate per amore del mosaico, è uno dei principali artisti nel panorama internazionale dell'arte musiva contemporanea.
Il percorso espositivo che propone è articolato e inedito. Egli, attraverso itinerari distinti ma contigui, mette in risalto una poetica inconfondibile che vede il mosaico andare oltre la tecnica e irrompere sempre più nel linguaggio dell'arte contemporanea creando un dialogo serrato e fecondo con essa.
Le installazioni che presenteremo sull’Isola del Garda, sono nate in relazione con lo spirito del luogo.
G. MARCHESE
Meccaniche della Meraviglia 9
Giancarlo Marchese (Parma 1931 – Milano 2013)
Le opere di Marchese possono definirsi costruzioni tridimensionali permeate di architettura. Le varie componenenti di cui sono fatte rivelano l’interesse dell’artista nei confronti del design affine al mondo degli oggetti industriali. Lastre di ferro, sbarre e travi vengono deliberatamente tagliate e ripiegate nelle forme desiderate, ma forse l’aspetto piu straordinario dell’opera di Marchese e il suo uso del vetro. Sin dalla fine degli anni Settanta questo aspro materiale trasparente si e evoluto fino a diventare un elemento principale della sua produzione.
N. SUWANKUSOLSONG
Meccaniche della Meraviglia 9
Born February 15, 1966, Bangkok Education 1986-1990 B.F.A.Graphic Arts, The Faculty of Painting, Sculpture and Graphic Arts, Silpakorn University, Bangkok 1993-1995 M.F.A.Graphic Arts, The Faculty of Painting, Sculpture and Graphic Arts, Silpakorn University, Bangkok
S. PRATCHAYRATIKUN
Meccaniche della Meraviglia 9
Born August 22, 1964 Bangkok, Thailand. Education 1981 Bangkok Christian College. 1985 College of Fine Art, Bangkok, Thailand. 1990 B.F.A. Graphic Arts,The Faculty of Painting Sculpture and Graphic Arts Silpakorn University, Bangkok, Thailand. 1994 M.F.A. Graphic Arts, The Faculty of Painting Sculpture and Graphic Arts Silpakorn University, Bangkok, Thailand.
V. SIRIVESTMAS
Meccaniche della Meraviglia 9
Born 24 May 1971, Bangkok Thailand Education 2001-2006 Doctor of Philosophy (Ph. D.) title: A New Model of Instruction and Learning in Contemporary Jewellery Education, Birmingham Institute of Art and Design, UK. 1999.2001 Diploma in Jewellery design, Instituto Europeo di Design, Milan, Italy. 1998 Certi!cate in Sculpture, Academia di Belle Arti, Florence, Italy. 1990-1994 Bachelor of Fine Art (second honor), Major Sculpture. Silpakorn University, Bangkok , Thailand.
A. CHUSUWAN
Meccaniche della Meraviglia 9
Born April 22, 1955, Nakorn Si Thamarat, Thailand Education 1978-1982 B.F.A. Painting, Silpakorn University. 1985-1987M.F.A. Painting, Silpakorn University, Bangkok. 1988-1989Certi!cate ASP Akademy of Fine Art, Krakow, Poland.
P. WANGBON
Meccaniche della Meraviglia 9
Born September 21, 1972, Education 1995 B.F.A. Painting, Silpakorn University, Bangkok. 1997 M.P.A. Painting Silpakorn University, Bangkok. 1998 Art Instructor of Painting Department.
M. SUGLIANI
Meccaniche della Meraviglia 9
Nato nel 1988 in provincia di Bergamo, dove vive e lavora. Sta concludendo il secondo anno al Biennio Specialistico in Arti Visive Contemporanee presso l’Accademia di Belle ArtiSantaGiulia di Brescia. Nell’anno accademico 2011/2012 ha conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle arti SantaGiulia.
A. ZANNONI
Meccaniche della Meraviglia 9
Nata nel 1989 a Marostica (VI) dove vive e lavora. Sta concludendo il secondo anno al Biennio Specialistico in Arti Visive Contemporanee all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Nel 2012 ha partecipato al progetto Erasmus presso l’Ecole Superieure d’Art Clermont Métropole a Clermont-Ferrand, Francia. Nell’anno accademico 2011/2012 ha conseguitoil diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle arti SantaGiulia. Nel 2011 ha fatto parte del gruppo di giovani artisti che gestivano Spazio Qasba, un project space a Brescia.
G. ZAPPA
Meccaniche della Meraviglia 9
Nata nel 1988 a Brescia, dove vive e lavora. Frequenta il secondo anno del biennio di Arti Visive Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa- Giulia. Tra il settembre 2012 e il febbraio 2013 ha partecipato a un progetto Erasmus presso EcoleSupérieure d’Art de Clermont Métropole a Clermont-Ferrand, Francia. Nell’anno accademico 2011/2012 ha conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle arti SantaGiulia. Negli anni dal 2010 al 2012 ha fatto parte del gruppo di giovani artisti che gestivano Spazio Qasba, un project space a Brescia.
S. ANELLI
Meccaniche della Meraviglia 8
Nato a Comiso (Sicilia), vive e lavora a Rende (Calabria).
La sua attività artistica ha inizio negli anni ’70 con opere pittoriche in cui compare l’elemento figurativo ma solo in chiave citazionistica. Nel 1977 è membro attivo del gruppo “Arte Insieme”, le cui iniziative nascono dalla volontà di conciliare arte e impegno politico.
La riflessione sul tema dell'uomo e delle sue condizioni induce l'artista a sperimentare nuove tecniche pittoriche e ad adoperare materiali poveri, come catrame, bende ingessate, tele e carta straccia imbevuta di pigmenti, che nel loro farsi materia rivelano l'essenza più intima e più profonda della crisi della modernità. A questo periodo appartengono le opere dal titolo Celle silenziose, intese come veri e propri accumuli in introspezione di luoghi, eventi ed immagini del nostro vissuto, che ben si prestano a diventare inedite scenografie per quinte teatrali.
Il tema del teschio è al centro del progetto Di catrame e di anima (2008) in cui Salvatore Anelli coinvolge sedici amici poeti.
S. APOSTOLI
Meccaniche della Meraviglia 8
nasce a Brescia il 12 Febbraio 1980, dove tutt’ora vive e lavora. Laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brescia (L.A.B.A), fin dal primo anno si appassiona alla videoarte, alla videoinstallazione, e alla fotografia digitale. Espone in varie occasioni e location (dalla stessa città natale, fino a Taranto e New Orleans) opere e video di propria produzione, collabora con alcuni registi teatrali alla progettazione di spettacoli teatrali ed eventi artistici, sia in veste di curatrice, che di organizzatrice, che di artista. Con “Dulcis in Fundo” (suo primo cortometraggio) ha vinto vari premi in Concorsi di livello Nazionale e ha partecipato come finalista in Festival Nazionali e Internazionali. Ha scritto e pubblicato due romanzi, “Delle Camelie” e “Delirio in Grammi” ed è in fase di distribuzione di un secondo lavoro cinematografico (“Porta Pazienza”).
M. C. CRESPO
Meccaniche della Meraviglia 8
vive e lavora a Roma.
Ha studiato pittura giovanissima, frequentando in seguito l’università, dapprima il corso di Sociologia (Antropologia Culturale). È il momento de “Il Ramo d’Oro” (Frazer), della lettura del mito, anche in chiave psicoanalitica, dello studio degli scritti di Ernesto De Martino, della ricerca sulle tradizioni popolari, italiane e altre, primitive e non, e dei viaggi, soprattutto l’America Latina a fine anni Settanta.Nel panorama artistico internazionale le sue opere costituiscono un unicum per originalità e unicità, soprattutto per via della tecnica particolarmente ricercata, che rende le opere indistruttibili ma di un’immediatezza apparentemente effimera, come si può ben vedere nel video della realizzazione di “Giardino notturno della marchesa Casati” nella puntata XXV, 2010, di Art News, andata in onda il 20 marzo su RAI 3, una delle opere che saranno esposte a Gardone Riviera.
C. GALLI
Meccaniche della Meraviglia 8
si diploma in Scenografia alla LABA, Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. La disciplina scenografica coincide con una riflessione personale che tende a sottolineare la sostanziale indivisibilità tra Arte e Spazio, e che solo attraverso un sincero dialogo fra i due si possa veramente liberare ciò che è proprio delle arti visive. Negli anni dell’accademia si appassiona alla fotografia e al cinema, articolando un percorso di studi che lo porterà a diventare fotografo e videomaker. Credendo nell’Arte come somma di diversi mezzi espressivi cerca di coniugarli all’interno del suo lavoro.
G. GRILLO
Meccaniche della Meraviglia 8
nato a Molfetta (BA) nel 1952,Grillo ridipinge frammenti di capolavori del passato affiancati a immagini del presente in una sorta di gioco di contaminazioni d’identità.Negli anni ’80 Grillo espone con varie personali a Bonn, Zurigo, Spalato, Roma e particolarmente a Milano dove fa parte del gruppo “Stazione Centrale” che si coagula intorno alla Galleria Cannaviello. Negli anni ’90 iniziano i primi lavori con l’utilizzo del suo alfabeto (il “grillico”) che formula una sorta di scrittura di tutte le scritture, un’identità contaminata.Gli anni duemila sono segnati fortemente dalla sua scrittura plastica con un’inclinazione cromatica squillante fra pittura e scultura.
F. MAZZUCCHELLI
Meccaniche della Meraviglia 8
è nato a Milano il 24 gennaio 1939, dove vive e lavora. È docente di Tecniche della scultura all’Accademia di Brera. La sua produzione artistica sembra seguire con particolare attiguità le coordinate del clima culturale contemporaneo, analizzando il problema dello spazio e della sua agibilità in senso allargato. Gli Abbandoni, strutture gonfiabili in PVC, lasciate in luoghi pubblici, sono ideate per interagire con le persone. Con le Sostituzioni la natura artificiale dell’opera (enormi bolle di polietilene sottilissimo) ribalta la normale fruibilità di un interno obbligando le persone a rimediare e reinventare lo spazio domestico e la sua agibilità.
D. NENCIULESCU
Meccaniche della Meraviglia 8
è nata a Bucarest (Romania) nel 1952, vive e lavora ad Abbiategrasso (Milano).
Lastre di ferro, d'acciaio, strumenti a taglio, a fuoco, a perforazione. Non manca niente, lo studio è un laboratorio, un'officina. Non assembla ma costruisce. Taglia e forma, piega il materiale alla volontà, lo tramuta e lo personifica, come idolo, reperto o austerità del sorriso. Non recupera lembi di scarto, compra cisterne, serbatoi, pezzi di motore e brani di meccanica, poi interviene con i suoi bisturi di chirurgia immaginifica e surreale, con giocosità un po' dada, con il piacere di banalizzare ciò che un inventore ha prodotto e nobilitare ciò che era banale.
L. POZZI
Meccaniche della Meraviglia 8
è nato nel 1983 a Milano, dove vive e lavora. Con il suo lavoro è riuscito là dove ore di lezione hanno fallito: partendo dalla famosa citazione di Henry Miller, che professava l’inutilità dell’arte se non a spiegare il senso della vita, Pozzi è interessato ad approfondire le leggi fisiche, l’analisi matematica e le teorie quantistiche, facendone oggetto dei suoi lavori.Pozzi crea dei mondi affascinanti, dall’impatto visivo semplice ma dietro il quale emergono tutti i suoi lunghi e laboriosi studi preliminari.
L. PROVEZZA
Meccaniche della Meraviglia 8
(Orzinuovi-BS, 1978), artista e insegnante, vive e lavora a Milano. Dopo la maturità artistica si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove attualmente lavora come assistente tecnico di laboratorio, all’interno della Scuola di Pittura. Presso l’Accademia di Brera ha inoltre conseguito il Diploma di Secondo Livello per l’abilitazione all’insegnamento delle “Discipline Pittoriche”. Grazie ad una borsa distudio ha studiato presso la Facoltà di Belle Arti-Universidad Complutense di Madrid, dove ha scritto una tesi sul campo e ha vissuto alcuni anni lavorando con gallerie d’arte spagnole.
A. ZANCHETTA
Meccaniche della Meraviglia 8
è solito immedesimarsi nelle parole del giovane Holden Caulfield: «non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia». Restio a rilasciare informazioni, Zanchetta cita spesso Italo Calvino, il quale ammetteva che «dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra».
